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Luciani e Serpente ricordano Raffaele Meloro, ‘ha dato l’impulso alla crescita del porto’

Luciani e Serpente ricordano Raffaele Meloro, ‘ha dato l’impulso alla crescita del porto’
Febbraio 17
19:09 2014

Un uomo di porto che ha saputo dare il giusto impulso alla sua crescita, ‘lanciando un sasso’ nell’ottica di un costante e importante sviluppo. Così il presidente della compagnia portuale Enrico Luciani e l’operatore portuale Sergio Serpente hanno voluto ricordare Raffaele Meloro, uno degli uomini ‘simbolo’ dell’evoluzione del porto, scomparso domenica pomeriggio alla clinica Siligato all’età di 90 anni compiuti lo scorso 11 ottobre. Una figura autorevole che, in un ventennio di lavoro in qualità di presidente del Consorzio Autonomo del porto (fino alla sua trasformazione in Autorità Portuale) e prima ancora come direttore della sede locale della Tirrenia, ha saputo dare una spinta importante, gettando le basi di uno sviluppo che ha consentito a Civitavecchia di raggiungere livelli di rilevanza internazionale. Un porto, ha ricordato nei igorni scorsi l’ex sindaco Pietro Tidei “divenuto sotto la sua presidenza un centro vitale di sviluppo per l’economia del comprensorio”.

“E’ stato per noi lavoratori portuali un secondo padre – ha sottolineando l’ex vicesindaco Luciani – con la sua grande capacità di mediazione ha unito anzichè dividere, perchè sentiva il porto come la sua seconda famiglia della quale noi eravamo parte”. Luciani ha commentato le parole di Pino Grasso, per anni addetto stampa dell’ex Consorzio Autonomo, che ha definito Meloro “l’artefice della pax portuale“: “la pax sembra debba necessariamente essere originata dopo la guerra. Ma nel porto non c’è mai stata guerra, bensì un sapiente equilibrio, che Meloro ha saputo creare e dosare, grazie alle sue capacità e alle sue buone intuizioni, anche in un momento nel quale era scritto che la compagnia portuale sarebbe andata verso un cambiamento”. “Aveva una grande attenzione per il lavoro, è stato presidente di un consorzio che aveva difficoltà a esprimere le sue vere potenzialità, un piccolo scalo noto ai più per essere il punto di collegamento più importante con la Sardegna – ha aggiunto Luciani – ma Raffaele era consapevole delle potenzialità di crescita che, con l’ingrandimento del perimetro del porto si sono potute esprimere. Non si è limitato a dirigere, ma ha lavorato per il porto, con intuizioni importanti, come l’aver guardato al mercato dei contenitori, consapevole che quella fosse una strada che il porto avrebbe dovuto intraprendere”.

Ma Meloro è stato anche un importante esponente politico, protagonista della vita politica locale: è stato uno degli artefici della costruzione del forte gruppo socialdemocratico civitavecchiese con il quale divenne più volte assessore e consiglier ecomunale. Lo ha voluto sottolineare Sergio Serpente, che con Meloro ha trascorso una vita intera: “una conoscenza nata nel 1970 quando avevo 12 anni, nella mia famiglia erano social democratici e anchio frequentavo il partito. Conobbi Raffaele Meloro e ci fu subito sintonia, lo seguivo da tutte le parti. Ci dava sempre quella spinta e quel contributo a essere sempre obiettivi riuscendo a fare ogni cosa con serenità”. Serpente ha ricordato un piccolo aneddoto, quando nel 1974, durante un comizio a Tarquinia, ricevette una telefonata dalla segreteria del ministero per comunicargli l’incarico come presidente del consorzio. Sul finire degli anni ’70, ha aggiunto Serpente, “Raffaele Meloro riuscì ad unire, anzichè dividere, nonostante le divergenze politiche di una compagnia portuale indirizzata verso il partito comunista”. Un primo passo che si tradusse nello sviluppo occupazionale, con l’ingresso di 250 lavoratori. Poi, ha ricordato, “E’ stato uno dei precursori dell’ingrandimento e dello sviluppo del porto di Civitavecchia: a Meloro si deve il primo prolungamento, di 400 metri, dell’antemurale”.

“Ha sempre cercato di spingere, nel sistema della portualità italiana, il modello di civitavecchia come un esempio da seguire. Lo voglio ricordare nella sua cordialità quotidiana e per la continuità di un rapporto che non abbiamo mai interrotto negli anni. Meloro ha lanciato un sasso importante per la trasformazione del porto, che negli anni seguenti è stato ripreso da tutti i presidenti. Un amore forte per il porto, un legame che non si è mai interrotto”.

 

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