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Civitavecchia, Stop Aborto - Daily Word Italia
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martedì, Marzo 2, 2021

Civitavecchia, Stop Aborto

Dichiarazioni di Donne Insieme per la Vita Civitavecchia e Movimento per la Vita di Civitavecchia:

“Da ieri, e fino a domenica, girerà per la nostra città e per il comprensorio una vela pubblicitaria con la campagna che recita “Stop aborto”. Questo grido di allarme, lanciato dal comitato Donne in difesa della legge 194/78 di Civitavecchia, è stato rivolto nei giorni scorsi al Sindaco, al Presidente del consiglio comunale e alla Delegata alle pari opportunità del nostro comune.

Anche noi desideriamo esprimere la nostra posizione, in merito, con una lettera aperta agli stessi esponenti dell’A.C. sopra menzionati, per l’“increscioso” (sic!) fatto di una vela pubblicitaria recante la scritta “Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta #stopaborto”.

Perché tale frase ha così turbato le donne pro194?

La risposta è semplice. 

Tale scritta contrasta, evidentemente, col dogma laico dell’aborto volontario quale diritto civile e anche con tutti gli slogan sessantottini “l’utero è mio e lo gestisco io”, “giù le mani dal mio corpo”.

La “polemica” va oltre, estendendosi fino ai presunti attentati alla “conquista sociale delle donne”, al problema della obiezione di coscienza che limiterebbe il “diritto all’aborto”, allo scarso utilizzo della ru486 (la pillola in grado di uccidere un feto di due mesi ) che non sarebbe adeguatamente somministrata. A conclusione del comunicato, la richiesta  delle Donne in difesa della legge 194/78 – espressione evidentemente di una antidemocratica cancel culture – è quella di vietare la circolazione di certe campagne prolife, censurandole come portatrici di un messaggio misogino.

Il punto centrale è che in una società democratica e costituzionalmente orientata deve essere preservata la libertà di avere opinioni diverse, e non dovrebbe essere tollerata l’immancabile azione di quei gruppi radicali che con messaggi virulenti, ragionamenti distorti e toni inadeguati fanno pressioni sulle istituzioni pubbliche percependo come dannoso tutto ciò non è da loro condiviso.

Il messaggio che ha fatto tanta paura alle Donne in difesa della legge 194/78 non ha alcun carattere politico, ma testimonia unicamente una verità incontestabile.

La verità è che nell’aborto non è coinvolta soltanto la donna, ma anche il nascituro, che ha una propria vita autonoma rispetto alla madre. Questo dato di fatto scientifico viene volutamente ignorato. Un feto di otto, dieci o dodici settimane non è un grumo di sangue: esiste, “Eccome!”

È un bambino!

Tra il secondo e terzo mese di gravidanza, età in cui vengono praticati gli aborti volontari, siamo in presenza di un piccolo essere vivente, dotato di un cuore che pulsa, testa, corpo, arti, dita.

E questo tutti lo sanno, altrimenti nessuno parlerebbe di dramma.

Nessuna donna abortisce a cuor leggero, in quanto molto spesso l’aborto costituisce l’ epilogo doloroso e inevitabile di drammatiche situazioni personali e familiari, vissute nella completa solitudine ed abbandono. Ecco perchè le associazioni di volontariato prolife offrono aiuto alla donna che si trova in difficoltà ad accogliere il proprio bambino, donandole una soluzione finale diversa, consapevole e informata, riservando alla maternità uno spazio di tutela e assistenza spesso maggiore di quello offerto dalle istituzioni pubbliche.

Questo messaggio di amore per la vita non è lesivo di alcuna libertà di scelta! Lesivo, invece, è tentare di promuovere l’aborto come un principio centrale e imprescindibile dell’universo femminile, che garantisce l’emancipazione della donna, oscurando la verità a chi si appresta a fare una scelta difficile, con conseguenze fisiche e psichiche. Di fronte a tale oscenità, questa si!, a tali inganni psicosociali, siamo dunque chiamate a ricordare la verità, validata inconfutabilmente dalla scienza prenatale : l’embrione è vita umana !

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