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Da Civitavecchia a Palermo, la Nave della Legalità salpa contro le mafie - Daily Word Italia
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sabato, Settembre 18, 2021

Da Civitavecchia a Palermo, la Nave della Legalità salpa contro le mafie

E’ salpata ieri sera dal porto di Civitavecchia raggiungendo questa mattina il porto di Palermo la Nave della Legalità, salutata dalle massime cariche dello Stato che hanno voluto sottolineare l’importanza di una giornata simbolica di ‘riscossa’ contro la mafia, nel giorno del ventesimo anniversario della strage di Capaci. A bordo della nave ben 1500 ragazzi partiti da Civitavecchia tra centinaia di palloncini colorati econ indosso le magliette di Sigillo, un progetto che coinvolge i lavoratori tessili distribuiti in 14 istituti penitenziari. Al porto di Palermo i giovani sono stati accolti da 3000 altri coetanei tra i quali anche una delegazione di otto studenti italo-americani provenienti da New York e da Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone nonchè presidente della fondazione a lui intitolata. Presenti sulla nave anche numerose cariche istituzionali: il ministro dell’istruzione Giannini, il presidente della commissione nazionale antimafia Bindi, il presidente della Corte dei Conti Squitieri, il procuratore nazionale antimafia Roberti, il procuratore di Catania Salvi, il vicepresidente di Confindustria Ivanhoe Lo Bello e il presidente Rai Anna Maria Tarantola. Alla cerimonia, ieri sera, erano presenti anche il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti e il commissario prefettizio di Civitavecchia Ferdinando Santoriello.

Nel ringraziare gli insegnanti e nel salutare gli studenti presenti sulla nave della legalità, il presidente del Senato Pietro Grasso ha ricordato che da nove anni prende parte a una cerimonia che lo rende felice: “due giorni per voi intensi, pieni di iniziative, ricordi, di memoria ma anche di sorrisi e di gioia – ha dichiarato – Ogni anno questo è un momento importante, perchè stando insieme a voi mi sento più forte e più ricco; tutto questo mi aiuta a capire e sognare e infonde in me una speranza per il futuro. Dovete essere consapevoli di quanto il vostro apporto mi renda più forte” ha aggiunto rivolto agli studenti. Grasso ha sottolineato che i primi giovani che, nel 2006 presero parte all’iniziativa organizzata dal Miur in collaborazione con la fondazione Falcone, “si sentono oggi come se dentro di loro fosse rimasta una traccia indelebile di queste due giornate. Si sentono parte dell’esercito dell’antimagfia della speranza. Voi che siete qui avete partecipato a percorsi di legalità a scuola, avete imparato a conoscere la mafia nella sua struttura criminale ma anche gli uomini che l’hanno combattuta e i valori che interpretano e incarnano. Attraverso questo viaggio e a Palermo potrete approfondire i temi che avete trattato e capire quanto o siano attuali.

I due cortei in programma a Palermo confluiranno oggi verso l’Albero di Falcone: “davanti a quell’albero anche voi sentirete un brivido ma anche una brezza, che muove le foglie dell’albero e ci dà un segnale della presenza dei caduti. Facciamo in modo – ha sottolineato la seconda carica dello Stato – che queste brezze attraverso il soffio individuale di ognuno di noi diventino un vento che soffi forte e sospinga questa nave della legalità, scacciando dalla nostra mente dubbi e perplessità, indifferenza e rassegnazione, che cerchi di far riemergere il coraggio, l’indignazione per poter andare avanti”.

Visibilmente emozionato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è ripetutamente commosso parlando agli studenti in partenza, dicendo loro che “l’obiettivo di veder sparire la mafia non è ancora vicino ma di strada ne abbiamo fatta molta grazie alla magistratura, alle procure antimafia, alle forze di polizia, ai governi che più hanno sentito il problema, contribuendo con efficaci provvedimenti a combattere la mafia”. Ai ragazzi Napolitano ha parlato della necessità di continuare a contrastare la criminalità organizzata puntando anche “sulle armi della scuola” e poi, commuovendosi nel ricordare l’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha aggiunto: “per vincere la mafia bisogna studiare, capire, impegnarsi ed entusiasmarsi. Bisogna combattere tenacemente. Noi contiamo su di voi per un’Italia migliore”. Riguardo al ruolo dello Stato ha invece spiegato che, “come la mafia impara dai proprio errori, anche lo Stato deve essere capace di rinnovare le sue strutture e la sua azione di lotta. Ce la stiamo mettendo tutta”, ha assicurato ai 1500 studenti, ricordando i numerosi colpi inferti alla mafia ma anche i “molti capi che sono in galera e ci rimarranno”.

“E’ questo il momento – ha detto invece il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, prima volta a bordo della nave della legalità – di investire formalmente la scuola di compiti che vanno oltre la classe dandole mezzi, sostegno e fiducia che forse sono mancati negli ultimi anni. Sappiamo che lei – ha aggiunto rivolgendosi a Napolitano – è dalla nostra parte”. Invece il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, si è concentrato sul rapporto tra disoccupazione e tasso di criminalità sottolineando che “le mafie purtroppo distribuiscono ricchezza parassitaria sfruttando le mancate risposte delle istituzioni alla domanda di lavoro legale” ha detto. E ha aggiunto che “non bastano i valori della cultura, é inutile parlare ai giovani se lo Stato non dimostra chi è davvero contro le mafie”.

“Il 23 maggio – ha detto oggi la sorella del giudice Falcone – deve essere il giorno della riscossa contro la mafia” ringraziando “tutti i partecipanti, ma in particolare il presidente della Repubblica che ieri è andato a salutarvi al porto di Civitavecchia. Al presidente della Repubblica vorrei dire quello che alcuni anni fa mi disse il direttore della’Fbi Louis Freeh: ‘Giovanni Falcone rappresenta la personificazione del senso dello Stato’. Ecco, Napolitano rappresenta oggi per noi la personificazione dello Stato”. Gli studenti giunti a Palermo si sono recati nell’aula bunker dell’Ucciardone dove hanno assistito al momento istituzionale della manifestazione svoltosi sotto l’alto patronato della presidenza della repubblica e con il patrocinio del Senato in occasione del XXII anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

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Daniele Orlandi

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