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Urbi et Orbi, Papa Francesco esorta i potenti: “Costruire muri, non ponti”

Urbi et Orbi, Papa Francesco esorta i potenti: “Costruire muri, non ponti”
Aprile 01
22:42 2019

Pasqua non facile per Papa Francesco a causa della lunga serie di attentati, otto esplosioni provocate da altrettante bombe, che hanno sconvolto lo Sri Lanka con centinaia di vittime e feriti. “Ho appreso con tristezza e dolore – ha affermato il Pontefice nel messaggio Urbi et Orbi – la notizia dei gravi attentati che, proprio nel giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka. Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”. Erano in settantamila i fedeli giunti in piazza San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi, nel corso della quale Bergoglio ha esortato i leader delle nazioni ad essere costruttori di ponti piuttosto che di muri e, tra le altre cose, ha invitato ad usare i social per annunciare la resurrezione di Cristo.

Il Papa ha chiesto che le “armi cessino di insanguinare la Libia” manifestando la sua preoccupazione per la situazione, con centiaia di “famiglie costrette a lasciare le proprie case e persone inermi che hanno ripreso a morire” ed esortando a seguire la via del dialogo, prima di lanciare un appello per la pace in Siria: “Cristo vive e rimane con noi. Egli mostra la luce del suo volto di Risorto e non abbandona quanti sono nella prova, nel dolore e nel lutto. Egli, il Vivente, sia speranza per l’amato popolo siriano, vittima di un perdurante conflitto che rischia di trovarci sempre più rassegnati e perfino indifferenti”. Auspicando che con impegno si arrivi ad una soluzione politica che “risponda alle giuste aspirazioni di libertà, pace e giustizia, affronti la crisi umanitaria e favorisca il rientro sicuro degli sfollati, nonché di quanti si sono rifugiati nei Paesi limitrofi, specialmente in Libano e in Giordania”. Il Santo Padre ha voluto rivolgere un pensiero ai popoli africani e lanciare un appello perchè la politica si impegni a mettere la parola fine alla grave crisi in Venezuela. Nel corso del messaggio di Pasqua Urbi et Orbi Papa Francesco ha inoltre chiesto ai capi delle nazioni che mettano fine alla corsa agli armamenti, esortandoli ad essere costruttori di ponti: “Davanti alle tante sofferenze del nostro tempo, il Signore della vita non ci trovi freddi e indifferenti. Egli, che ci dona la sua pace, – ha aggiunto – faccia cessare il fragore delle armi, tanto nei contesti di guerra che nelle nostre città, e ispiri i leader delle nazioni affinché si adoperino per porre fine alla corsa agli armamenti e alla preoccupante diffusione delle armi, specie nei Paesi economicamente più avanzati”.

Al termine della celebrazione, nel rinnovare gli auguri di Buona Pasqua, il Pontefice ha ricordato che per la prima volta, 70 anni fa, Papa Pio XII parlava in televisione e a tal proposito ha invitato i cristiani ad annunciare la risurrezione di Cristo con ogni mezzo tecnologico a disposizione. “Il Venerabile Pio XII – ha spiegato ai tanti fedeli in piazza – si rivolgeva ai telespettatori della Tv francese, sottolineando come gli sguardi del Successore di Pietro e dei fedeli potevano incontrarsi anche attraverso un nuovo mezzo di comunicazione. Questa ricorrenza mi offre l’occasione per incoraggiare le comunità cristiane ad utilizzare tutti gli strumenti che la tecnica mette a disposizione per annunciare la buona notizia di Cristo risorto: per comunicare, non solo per contattarci”.

Daniele Orlandi

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