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Settore crocieristico, il traino dell’economia parte da Civitavecchia

Ottobre 18
08:00 2013

Sempre più crociere nel Mar Mediterraneo. E l’Italia è capofila di un settore, quello crocieristico, divenuto negli ultimi anni il comparto trainante del settore portuale e dell’economia europea. Una crescita esponenziale, che da alcuni anni a questa parte non ha conosciuto battute d’arresto, nemmeno dietro l’influenza negativa della sempre più pressante crisi economica alimentata dalle difficoltà dell’euro. Tanto che oggi il mercato italiano rappresenta il 30% dell’intero traffico crocieristico nel Mediterraneo, forte di uno sviluppo senza precedenti che anche nel 2013 farà segnare dati positivi, con un +1,42% rispetto allo scorso anno, pari a 10.959.000 passeggeri contro i 10.809.000 del 2012.

Porto ‘pilota’ e principale scalo italiano del settore è quello di Civitavecchia, forte di uno sviluppo infrastrutturale orientato alla creazione di un vero e proprio sistema portuale organizzato che possa guardare avanti, al prossimo ventennio di attività portuali. Da qui partono annualmente oltre due milioni e mezzo di passeggeri, con ampie potenzialità di ulteriore sviluppo per un porto crogiuolo di importanti progetti sia infrastrutturali che viabilistici. Su tutti la Civitavecchia-Orte, opera strategica per la futura crescita del porto, che vede al tavolo di confronto degli enti interessati alla sua realizzazione anche Anas, la provincia di Viterbo, il comune di Tarquinia e l’Interporto di Orte, oltre all’Autorità Portuale che finanzia parte del progetto. Un ulteriore tassello per migliorare il collegamento ‘strategico’ tra il porto di Civitavecchia e l’Interoporto di Orte. Non mancano progetti che guardano con grande attenzione alla nascita di nuovi accessi e punti di attracco per le navi da crociera. Come i nuovi terminal al servizio che verranno realizzati dalla società concessionaria Rct e che, a lavori conclusi, permetteranno  a sei mega navi di stazionare contemporaneamente sull’antemurale. Nel piano triennale delle opere sono previsti altri importanti ammodernamenti infrastrutturali, come il prolungamento dell’antemurale di circa 300 metri e l’ampliamento della banchina 13, in testa all’antemurale, trasformandola in un importante attracco per le grandi navi. Opere che consentiranno di potenziare il terminal crocieristico che, a lavori ultimati, sarà in grado di gestire fino a 36.000 passeggeri contemporaneamente.

Parallelamente, proprio da Civitavecchia si lavora per sviluppare sinergie anzitutto istituzionali: l’obiettivo è quello di poter “ragionare in un’ottica più ampia di sistema”, come sottolineato dal Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta Pasqualino Monti in occasione della firma, lo scorso aprile, di un protocollo d’intesa per lo sviluppo di un polo crocieristico tirrenico, con il Sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei, il Presidente dell’Autorità Portuale di Salerno Andrea Annunziata e il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. L’alleanza con Salerno e il lavoro con le istituzioni per lo sviluppo della qualità dei servizi commerciali e turistici della città, consentirà infatti di rendere Civitavecchia un porto ‘traino’ per le crociere e per l’intero sistema Italia.

Un accordo che rappresenta un importante segnale per il superamento della visione localistica dei porti, troppo spesso considerati dei micro sistemi in concorrenza tra loro piuttosto che un’unica entità in grado di competere a livello nazionale. E che si tradurrà in una promozione non solo dei porti ma anche dei rispettivi territori, sviluppando i servizi turistici e favorendo un’ulteriore crescita delle crociere. Insomma il settore crocieristico è portatore di immediati benefici anche per la città portuale di riferimento, una forte incidenza che si traduce nell’incremento del lavoro di attività come ristoranti, bar e tavole calde ma anche di negozi di abbigliamento, oggettistica, souvenir e di grandi marchi di abbigliamento. E della cultura locale, con importanti benefici per visite a monumenti, siti archeologici, mostre e musei.

Sinergie come quella tra le Autorità Portuali di Civitavecchia e Salerno e le istituzioni dei due comuni, hanno dunque un importante macro obiettivo: fare sistema e sostenere la crescita del settore crocieristico a livello nazionale, sull’onda della crescente domanda del mercato in cerca di nuovi itinerari e mete, dotando i relativi scali di adeguate infrastrutture necessarie ad accogliere un bacino di diverse migliaia di passeggeri al giorno. Per impedire che le positive performance del mercato italiano, dopo il risultato sostanzialmente stabile del 2013, subiscano nei prossimi anni un’inversione di tendenza, è necessario pensare a un sistema portuale organizzato, a cominciare da un progressivo miglioramento della ricettività dei porti e garantendo banchine adeguatamente attrezzate.

Perché il mercato delle crociere mantenga il suo peso consistente sull’economia turistica italiana, è inoltre importante che, seguendo l’esempio di un porto come quello di Civitavecchia in costante evoluzione, anche le altre città portuali di sempre più alto interesse crocieristico investano nello sviluppo infrastrutturale non solo migliorando la ricettività ma attrezzandosi, per rafforzare i collegamenti in un’ottica di sistema.

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