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Santa Marinella, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia sequestra 5.000 ricci di mare

Santa Marinella, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia sequestra 5.000 ricci di mare
Febbraio 24
16:28 2020

Ancora un sequestro di Ricci di Mare ad opera delle Fiamme Gialle della Stazione Navale di Civitavecchia, impegnate in un mirato monitoraggio costiero notturno predisposto dal Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia su tutto il litorale laziale, allo scopo di intensificazione i controlli di Polizia economico-finanziaria attuati nel settore del contrasto ai traffici illeciti via mare e del bracconaggio ittico.

Anche stavolta, teatro dell’operazione dei finanzieri è stato il litorale di Santa Marinella (RM), dove sono stati colti in flagrante tre pescatori di frodo, originari della provincia di Barletta-Andria-Trani, in possesso di ben 5.000 esemplari del prezioso echinoderma.

Intorno a mezzanotte, dopo un lungo e paziente appostamento, in località Prato del Mare, scattava il blitz degli uomini della Guardia di Finanza, che coglievano di sorpresa i pescatori di frodo, immersisi con delle bombole, nel momento in cui, riemersi, guadagnavano la riva e, furtivamente, caricavano a bordo dell’autovettura tutto il prodotto ittico illecitamente pescato.

Immediatamente sequestrati, quindi, i 5000 esemplari di riccio di mare (pari a circa 250 kg), contenuti in 3 ceste, e di tutta l’attrezzatura da pesca utilizzata, con la contestuale irrogazione ai due bracconieri ittici di sanzioni amministrative per complessivi € 4.000,00.

Tutti i ricci di mare sequestrati sono stati immediatamente rigettati in mare dai finanzieri della Stazione Navale di Civitavecchia, supportati da personale della locale Compagnia in servizio 117, allo scopo di garantire il ripopolamento dei fondali e di ristabilire l’equilibrio dell’ecosistema marino, compromesso dalle irresponsabili condotte dei pescatori di frodo.

I ricci di mare, appartenenti alla famiglia degli echinodermi, fungono a tutti gli effetti da “biorimediatori naturali” poiché la loro normale azione di “filtraggio” dell’acqua di mare, restituisce dei benefici all’ecosistema marino, fornendo alle popolazioni rivierasche un servizio eco-friendly, ragion per cui la loro pesca è contingentata (1.000 esemplari al giorno per i pescatori professionali e solo 50 per gli sportivi) e addirittura sospesa, ogni anno, nel mese di maggio.

La continua domanda del mercato fa sì che, accanto ai pescatori professionali autorizzati, vi sia un vero e proprio esercito di abusivi che, attirati dagli importanti guadagni (circa 1 Euro per ciascun esemplare di riccio di mare), incuranti delle conseguenze ambientali delle loro condotte, attuano una vera e propria razzia incontrollata dei fondali, che ne sta progressivamente causando la desertificazione.

Tuttavia, la pesca di frodo non impatta negativamente solo sull’ambiente marino, incidendo – come peraltro stigmatizzato dallo United Nations Office on Drugs and Crime(UNODC) con il rapporto sui Fisheries Crimes– sulla leale concorrenza, alterando le regole del mercato e danneggiando gli onesti operatori del settore, ma anche alimentando il circuito del nero e dell’evasione fiscale.

Da qui il fondamentale ruolo della Guardia di Finanza a contrasto dell’economia illegale, del bracconaggio ittico e a tutela sia della biodiversità marina, sempre nell’interesse dei cittadini.

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