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Porto di Civitavecchia traina l’economia laziale, + 11% di crocieristi

Novembre 29
08:00 2013

I porti di Civitavecchia, Fiumicinio e Gaeta anelli fondamentali della catena di sviluppo dell’intera regione Lazio. E’ il concetto emerso in occasione di una tavola rotonda che si è svolta lo scorso mercoledì sera, nei locali dell’università romana di Luiss. Organizzata dal direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, l’incontro è stato caratterizzato dalla presenza del numero uno di molo Vespucci Pasqualino Monti e dal presidente della regione Nicola Zingaretti, il quale ha ricordato l’importanza strategica delle coste laziali: “250 chilometri di coste, una vera e propria economia del mare – ha dichiarato – fatta di pesca, portualità, turismo che non abbiamo mai valorizzato come elemento di ricchezza. La portualità è uno dei possibili pilastri del nuovo modello di sviluppo”. Un’occasione per fare il punto della situazione secondo Monti che ha ricordato: “con Civitavecchia, Fiumicinio e Gaeta stiamo portando avanti un grande progetto. I numeri del 2012 parlano chiaro, con una crescita di 200 milioni rispetto al 2010, passando da 800 a 989 milioni. Nel 2013 abbiamo registrato un incremento del 2%, portandoci a 998 milioni; speriamo di superare il miliardo di euro nel 2014″. Un segnale di quanto sia importante investire in infrastrutture marittime e non solo: “servizi marittimi, logistica e intermodalità – ha aggiunto Monti – è il percorso per accrescere l’indotto ma anche la possibilità di dare nuova e più duratura occupazione. Stiamo lavorando in maniera molto seria e concreta in tal senso e ci fa piacere vedere che le associazioni locali e dei lavoratori si siano espresse in favore di questo grande progetto e del lavoro che stiamo portando avanti”. Un lavoro in piena sinergia, quello tra Regione e autorità portuale, che ha dato i suoi frutti con l’inserimento del porto di Civitavecchia nelle reti Ten-T e con il pieno accesso ai finanziamenti europei. Il lavoro prosegue perchè lo scalo venga al più presto incluso nel core network degli scali europei.

Porto che si rivela determinante anche per contenere e attenuare la recessione, come rivelato da un rapporto della Banca d’Italia che evidenza come lo scalo civitavecchiese, con un aumento dei crocieristi dell’11% nei primi otto mesi dell’anno, si confermi fondamentale per l’economia del Lazio. Aggiornando la nota congiunturale sulla regione pubblicata nel mese di giugno, il rapporto fornisce una fotografia con alcune ombre ma anche diverse luci come il turismo, che si rivela un fattore fondamentale: nel primo semestre del 2013 infatti, partenze e arrivi nella provincia di Roma sono aumentati del 5% su base annua, seppur con un aumento della spesa del 5,8%. A dare una boccata d’ossigeno ci sono poi i circa 4,4 miliardi di euro già spesi per saldare crediti commerciali, sanitari e non, vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione. Tra il 2013 e il 2015 dovrebbero attestarsi a 10 miliardi, circa 8,3 dei quali provenienti dalla regione. A riprova della necessità di un ulteriore sviluppo del porto di Civitavecchia all’interno del sistema paese e non solo, la crescita delle esportazioni, che fanno segnare un +8% su base annua nel primo semestre dell’anno. A crescere è in particolare il settore farmaceutico con un + 31% mentre aumentano lievemente quelle di elettronica e macchinari. Una frenata la fanno invece segnare le costruzioni, in particolare nel comparto delle opere pubbliche, oltre alla compravendita delle abitazioni ed il settore dei servizi. Calano anche i consumi delle famiglie soprattutto per quanto riguarda commercio e trasporti, conseguenza degli alti livelli di disoccupazione, che si attesta al 12,4% con aumento di chi ha operso il lavoro e dei giovani alla ricerca del primo impiego.

Il porto sarà al centro delle operazioni di bonifica di una bomba da 100 libbre risalente alla Seconda Guerra Mondiale, rinvenuta durante i lavori di riqualificazione del porto antico e che domenica sarà ‘despolettata’. Domenica, a partire dalle 8.30 avranno inizio le operazioni di sgombero delle abitazioni situate entro un raggio di 200 metri dal forte Michelangelo, luogo del ritrovamento, come confermato dall’ex primo cittadino Pietro Tidei: “notificheremo a tutti l’ordinanza di evacuazione; la protezione civile si occuperà del servizio di barellamento e porterà i cittadini nel luogo di incontro, nell’aula consiliare Pucci. I disagi saranno limitati; l’allarme suonerà alle 9.30 e dopo le 12 sarà possibile rientrare a casa. Non ci saranno problemi di sciacallaggio grazie al lavoro delle forze dell’ordine nella zona”. Ottimista anche il comandante della Capitaneria di Porto: “le operazioni si svolgeranno in maniera molto organizzata. Verranno sospese per 120 minuti le attività di transito delle unità navali e anche la circolazione veicolare e pedonale, unitamente allo sgombero di chi abita all’interno della struttura, le famiglie di chi lavora in cabineria e una parte del personale” Un lavoro più che soddisfacente di sinergia tra città e porto, “che ha portato la prefettura a elogiare il sistema Cvitavecchia per come ha reagito e organizzato la rimozione dell’ordigno”.

Daniele Orlandi

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