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Porto, volano economico in sinergia con la città

Porto, volano economico in sinergia con la città
Marzo 12
13:15 2014

La crescita del porto di Civitavecchia è sotto gli occhi di tutti. Il costante e proficuo lavoro dell’autorità portuale, che fa capo ai porti di Fiumicinio, Civitavecchia e Gaeta, ha portato, nel giro di pochi anni, a importanti balzi all’insù in termini economici, recentemente evidenziati in conferenza stampa dal presidente Pasqualino Monti. Un volano economico trainante per la città ma anche per l’intero territorio, che andrebbe visto come esempio di crescita e sinergico sostegno all’economia cittadina. Un porto che sta investendo tanto, oltre 220 milioni di euro, con l’obiettivo di un ritorno in termini occupazionali e finanziari, una crescita che non rappresenta certo una corsa in solitaria ma va nella direzione dell’interesse generale. Un investimento che, se allargato ai tre porti del network, raggiunge i 905 milioni in tre anni, tra il 2013 e il 2015.

A provare l’importante sviluppo ‘condiviso’ ci sono i numeri e temi strategici come energia, ambiente, infrastrutture che garantiscano redditività e turismo sui quali l’autorità portuale ha deciso di puntare, sostenuta anche da Unindustria, come confermato pochi giorni fa nel corso di un incontro presso la sede romana dell’associazione guidata da Maurizio Stirpe. “L’Economia del mare – spiegava il Presidente di Unindustria – è per noi uno dei principali driver di sviluppo dell’economia regionale. A questo proposito l’Associazione firmerà a breve un protocollo d’intesa con l’Autorità Portuale per individuare un asse di sviluppo integrato per valorizzare il litorale laziale”. Insomma potenzialità già solidamente sviluppate da un lato, altre che vanno ancora espresse, ma con il comun denominatore di creare quel bacino di crescita e occupazione che si traduce in crescita economica per città, provincia e regione.

Il porto di Civitavecchia è oggi il primo porto turistico del Mediterraneo, con oltre 2,6 milioni di crocieristi transitati e oltre 1,2 milioni partiti e tornati direttamente dal porto. Nonostante la preventivata battuta d’arresto del 2014, il settore tornerà a crescere con decisione, lasciandosi alle spalle la flessione stimata nel 12% e puntando a un nuovo sviluppo del 20%, passando dai 2 milioni 230 mila passeggeri del 2013 alla quota record di 2,7 milioni di passeggeri. E nonostante il calo, come confermato dall’analisi della Cemar Agency Network di Genova presentata al Seatrade Cruise Shipping a Miami, Civitavecchia sarà uno dei tre soli porti a superare il milioni di passeggeri (contro i 5 del 2013) e si confermerà comunque primo porto italiano per il mercato delle crociere. Un volume di turisti che si traduce in un importante beneficio economico per la città, se visto con l’apertura mentale del fare sistema; Pasqualino Monti lo ha ripetutamente ribadito: non si lavora a compartimenti stagni ma nel reciproco interesse, facendo in modo che l’economia del porto sia fonte di crescita per Civitavecchia e viceversa.

La portualità oggi è un sostegno fondamentale alla competitività del sistema-paese, in grado di rilanciare l’economia sia su piccola che su larga scala: nel corso dell’assemblea di Assoporti di pochi giorni fa, ad esempio, è stato stilato e votato il piano strategico in sei punti per dare alla portualità un nuovo slancio. Si va dagli investimenti in nuove infrastrutture, creando così nuovi posti di lavoro, alla sburocratizzazione dell’iter di approvazione dei progetti e al coinvolgimento di investitori privati. Non mancano macro progetti come la costituzione di sistemi portuali e logistici, creati con la collaborazione di Autorità portuali e regioni, che coordinino l’intera catena logistica.

Non bisogna dimenticare, e il presidente dell’Autorità portuale lo ha ricordato snocciolando le cifre degli ultimi anni, che i ricavi ottenuti dal porto sono stati interamente trasferiti in parte capitale per spese di investimento. Che nel 2013 l’occupazione è cresciuta del 4%, “nel solo porto di Civitavecchia – ha ricordato Monti – hanno lavorato 220 imprese, l’80% delle quali di Civitavecchia. Questi sono dati importanti sui quali riflettere”. E non è tutto: tra accise ed Iva, il porto ha versato 1 miliardo e 98 milioni nelle casse dello Stato.

Superare le divisioni e puntare tutto su sinergie e collaborazioni porto-città, lasciando da parte futili accanimenti e strumentali polemiche, è l’arma vincente per la crescita economica di un territorio, anche in tempi di crisi. Un tema che dovrebbe essere centrale nella campagna elettorale ormai pienamente avviata, in vista delle amministrative di maggio.

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