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Papa Francesco, Messa di Natale: “Gesù dà a tutti noi il documento di cittadinanza”

Papa Francesco, Messa di Natale: “Gesù dà a tutti noi il documento di cittadinanza”
dicembre 24
17:23 2017

“Maria diede alla luce, Maria ci ha dato la Luce”. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della Santa Messa della Notte di Natale, aggiungendo che “Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia. Un racconto semplice per immergerci nell’avvenimento che cambia per sempre la nostra storia”. Nel corso della Messa, celebrata nella basilica di San Pietro, Bergoglio è partito proprio dal famoso versetto del Vangelo di Luca, per poi spiegare che “tutto, in quella notte, diventava fonte di speranza. Per decreto dell’imperatore, Maria e Giuseppe si videro obbligati a partire”. E ricordare come i genitori di Gesù dovettero “lasciare la loro gente, la loro casa, la loro terra e mettersi in cammino per essere censiti. Un tragitto – ha specificato – per niente comodo né facile per una giovane coppia che stava per avere un bambino. Nel cuore erano pieni di speranza e di futuro a causa del bambino che stava per venire; i loro passi invece – ha ricordato il Santo Padre – erano carichi delle incertezze e dei pericoli propri di chi deve lasciare casa, E poi si trovarono ad affrontare la cosa forse più difficile: arrivare a Betlemme e sperimentare che era una terra che non li aspettava, dove per loro non c’era posto. E proprio lì, in quella realtà che era una sfida, Maria ci ha regalato l’Emmanuele”.

Nei passi di Giuseppe e Maria, ha detto il Papa, “si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire. Di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra. In molti casi questa partenza è carica di speranza, di futuro; in molti altri, ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente”. La fede nel Natale, ha ribadito, porta “a riconoscere Dio presente in tutte le situazioni in cui lo crediamo assente. Egli sta nel visitatore indiscreto, tante volte irriconoscibile, che cammina per le nostre città, nei nostri quartieri, viaggiando sui nostri autobus, bussando alle nostre porte. Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro per renderci protagonisti della vita che ci circonda”. Un appello, quello di Bergoglio, a “dare spazio a una nuova immaginazione sociale, invitando poi ad abbracciare il Signore, “colui che viene a dare a tutti noi cittadinanza“.

In mattinata, nel corso dell’Angelus Bergoglio ha parlato di Maria per ricordare che “non si vanta, è umile, modesta, rimane come sempre”, riassumendo così l’atteggiamento, al momento dell’Annunciazione, della Madonna dinnanzi l’Angelo. E aggiungendo: “Maria è veramente umile e non cerca di mettersi in mostra” e, dopo l’annuncio dell’Angelo la futura madre di Gesù, “riconosce di essere piccola davanti a Dio, ed è contenta di essere così. Al tempo stesso è consapevole che dalla sua risposta dipende la realizzazione del progetto di Dio, e che dunque lei è chiamata ad aderirvi con tutta sé stessa”.

E rinnovato il suo appello rivolto al rilascio, in occasione del Santo Natale, “delle persone sequestrate, sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli laici”, così che “possano tornare alle loro case”. Il Santo Padre ha chiesto ai fedeli di pregare per loro e di farlo anche per la popolazione dell’isola di Mindanao, duramente colpita da un tifone che ha provocato frane, alluvioni ed oltre 200 vittime e migliaia di sfollati, in un bilancio drammatico e purtroppo ancora provvisorio. “Dio misericordioso – ha sottolineato – accolga le anime dei defunti e conforti quanti soffrono per questa calamità. Preghiamo per questa gente”. Ai fedeli ha chiesto di trovare “qualche momento per fermarvi in silenzio e in preghiera davanti al presepe, per adorare nel cuore il mistero del vero Natale, quello di Gesù, che si avvicina a noi con amore, umiltà e tenerezza”.

Daniele Orlandi

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