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Papa Francesco durante l’Angelus: “il centro della nostra missione è Gesù”

Papa Francesco durante l’Angelus: “il centro della nostra missione è Gesù”
luglio 16
12:10 2018

Gesù chiama i discepoli ad “una sorta di “tirocinio”, così lo ha definito Papa Francesco, che va ad anticipare quanto saranno chiamati a fare dopo la Risurrezione del Signore con la potenza dello Spirito Santo”. Il Pontefice lo ha sottolineato, parlando dello ‘stile missionario che chiede Gesù’, nel commentare le letture domenicali, poco prima della recita della preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro. Ricordando poi che il ‘centro’ di questa missione è proprio Gesù: “L’andare e l’operare dei Dodici appare come l’irradiarsi da un centro – ha chiosato Bergoglio – il riproporsi della presenza e dell’opera di Gesù nella loro azione missionaria”. Tutti, ha dunque evidenziato, sono chiamati ad essere testimoni del Vangelo di Cristo, in una missione che è “autentica” soltanto “a partire dal suo centro immutabile che è Gesù. Non è un’iniziativa dei singoli fedeli né dei gruppi e nemmeno delle grandi aggregazioni, ma è la missione della Chiesa inseparabilmente unita al suo Signore. Nessun cristiano annuncia il Vangelo “in proprio”, ma solo inviato dalla Chiesa che ha ricevuto il mandato da Cristo stesso”.

Bergoglio non ha mancato di citare alcuni Santi di Roma dei quali ha sottolineato essere il Vescovo, come San Filippo Neri, Santa Francesca Romana e San Gaspare del Bufalo, nel ricordare che, oltre ad un centro, lo stile missionario ha anche un volto: quello della ‘povertà dei mezzi’. “Il Maestro – ha detto a tal proposito – li vuole liberi e leggeri, senza appoggi e senza favori, sicuri solo dell’amore di Lui che li invia, forti solo della sua parola che vanno ad annunciare”. Il Papa ha voluto lanciare un richiamo alla povertà e alla sobrietà:  “I pellegrini – ha ricordato nell’annunciare il Vangelo – con i soli sandali e bastone sono i messaggeri di Dio, non manager onnipotenti non funzionari inamovibili, non divi in tournée”. Poi ha sottolineato quanto sia importante considerare anche il “modo in cui viene accolto il messaggio: può infatti accadere di non essere accolti o ascoltati. Anche questo è povertà: l’esperienza del fallimento. La vicenda di Gesù, che fu rifiutato e crocifisso, prefigura il destino del suo messaggero. E solo se siamo uniti a Lui, morto e risorto, riusciamo a trovare il coraggio dell’evangelizzazione”.

La riflessione di Bergoglio si è conclusa con una preghiera rivolta a Maria, chiedendole un aiuto nel “portare nel mondo il messaggio del Vangelo in una esultanza umile e radiosa, oltre ogni rifiuto, incomprensione o tribolazione”. Nel corso dell’Angelus in piazza,

Nelle ultime ore è arrivata una conferma importante: il Santo Padre ha confermato la sua volontà di partecipare ad un’iniziativa di pacificazione del Messico. Promossa da Andres Manuel López Obrador, vincitore delle ultime elezioni presidenziali, l’obiettivo è quello di cercare di mettere la parola fine su un’epoca, lunga undici anni, caratterizzata da violenze senza tregua, che hanno provocato la morte di oltre 214mila persone. La coordinatrice del Processo di Pace Loreta Ortiz ha confermato, nella giornata di domenica, che il Pontefice farà un intervento in videoconferenza via Skype nell’ambito di un incontro che vedrà la presenza e partecipazione di specialisti, religiosi ed organizzazioni.

Daniele Orlandi

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