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Papa Francesco: “Dio non rimane in disparte, anima la nostra vita”

Papa Francesco: “Dio non rimane in disparte, anima la nostra vita”
marzo 12
17:19 2018

Dio non rimane in disparte ma “entra nella storia dell’umanità”. Davanti ad una folla di 30mila fedeli presenti all’Angelus domenicale, Papa Francesco ha ricordato quanto forte sia la presenza di Dio nella vita quotidiana: “si immischia nella nostra vita, entra, per animarla con la sua grazia e salvarla. Anche quando la situazione sembra disperata – ha aggiunto – Dio interviene, offrendo all’uomo la salvezza e la gioia”. Il Pontefice ha voluto commentare l’incontro di Gesù con Nicodemo spiegando che “siamo chiamati a prestare ascolto a questo annuncio, respingendo la tentazione di considerarci sicuri di noi stessi, di voler fare a meno di Dio, rivendicando un’assoluta libertà da Lui e dalla sua Parola. Quando ritroviamo il coraggio di riconoscerci per quello che siamo – e Bergoglio ha ricordato che per questo ci vuole coraggio -, ci accorgiamo di essere persone chiamate a fare i conti con la nostra fragilità e i nostri limiti”. Allora, ha proseguito, può capitare di essere presi dall’angoscia, dall’inquietudine per il domani, dalla paura della malattia e della morte. Questo spiega perché tante persone, cercando una via d’uscita, imboccano a volte pericolose scorciatoie come ad esempio il tunnel della droga o quello delle superstizioni o di rovinosi rituali di magia”.

Secondo Papa Francesco è importante conoscere non solo i propri limiti ma anche le proprie fragilità: “dobbiamo conoscerle, ma non per disperarci, ma per offrirle al Signore; e lui ci aiuta nella via della guarigione, ci prende per mano, e mai ci lascia da soli, mai!. E noi abbiamo la vera e grande speranza in Dio Padre ricco di misericordia, che ci ha donato il suo Figlio per salvarci, e questa è la nostra gioia”, ha proseguito il Papa: “Abbiamo anche tante tristezze – ha ricordato – ma, quando siamo veri cristiani, c’è quella speranza che è una piccola gioia che cresce e ti dà sicurezza. Noi non dobbiamo scoraggiarci quando vediamo i nostri limiti, i nostri peccati, le nostre debolezze: Dio è lì vicino, Gesù è in croce per guarirci. Questo è l’amore di Dio – ha concluso il Pontefice – Guardare il Crocifisso e dirci dentro: ‘Dio mi ama’. È vero, ci sono questi limiti, queste debolezze, questi peccati, ma lui è più grande dei limiti e delle debolezze e dei peccati. Non dimenticatevi di questo: Dio è più grande delle nostre debolezze, delle nostre infedeltà, dei nostri peccati. E prendiamo il Signore per mano, guardiamo il Crocifisso e andiamo avanti”.

Nelle ultime ore il Santo Padre si è reso protagonista di una telefonata speciale: Bergoglio ha infatti chiamato Nunzia Mattera, una donna malata di cancro che tre anni fa ha fondato un’associazione attraverso la quale, aiutata dai concittadini, dona a famiglie bisognose una spesa settimanale. Domani, 13 marzo, Jorge Mario Bergoglio festeggerà i cinque anni di pontificato. Il Papa di ascendenza piemontese, come Pio V, ma arrivato dai ‘confini del mondo’, è entrato nella storia fin dalla sua prima apparizione per le prime parole pronunciate, su tutte il famoso ‘buonasera’ ma anche per essere stato eletto Papa con il suo predecessore, Benedetto XVI, ancora in vita.

Daniele Orlandi

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