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Papa Francesco alla Via Crucis: “vergogna per chi perde la dignità per ambizione”

Papa Francesco alla Via Crucis: “vergogna per chi perde la dignità per ambizione”
marzo 30
10:06 2018

“Vergogna per quando si sceglie il potere e il dio denaro“. Ha aperto così, Papa Francesco, la via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo parlando davanti ad oltre 20mila fedeli, compreso il sindaco di Roma Virginia Raggi, per denunciare la vergogna provata per quegli uomini, anche di Chiesa, i quali facendosi prendere dall’ambizione perdono la loro dignità. “Vergogna perché le nostre generazioni stanno lasciando ai giovani un mondo fratturato dalle divisioni e dalle guerre, un mondo divorato dall’egoismo ove i giovani, i piccoli, i malati e gli anziani sono emarginati”. “Vergogna perché tante persone, e perfino alcuni ministri di Dio, si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vanagloria perdendo la loro dignità e il loro primo amore” ha aggiunto il Pontefice che ha ripetuto più volte questa parola insieme a ‘pentimento e speranza‘.

Papa Francesco ha infatti voluto esprimere “speranza perché la Chiesa continua, ancora oggi, nonostante tutti i tentativi di screditarla, a essere una luce che illumina, incoraggia” e di essere, seppur “fatta da peccatori”, “un modello di altruismo, un’arca di salvezza”. Ma anche della speranza di chi è capace di “sfidare la coscienza addormentata dell’umanità rischiando la vita” allo scopo di servire immigrati, poveri ed ultimi. Nel corso della celebrazione, in un clima di massima allerta (nove i varchi di controllo con metal detector istituiti, oltre a numerosi agenti in borghese e non), dalla terrazza del Palatino dalla quale ha presieduto la cerimonia seguita da ogni parte del mondo, il Santo Padre ha voluto chiedere a Dio di “spogliarci dell’arroganza dei miopi e dei corrotti che hanno visto in te un’opportunità da sfruttare”.

Quest’anno Bergoglio ha voluto affidare le meditazioni della via Crucis ad un gruppo di giovani liceali della Capitale, insieme ad Andrea Monda, professore di religione dei ragazzi. Meditazioni incentrate su temi diversi ma accomunabili tra loro come le ingiustizie e le delusioni, i fallimenti ed il coraggio, la solidarietà e la speranza. Tra i portatori della Croce il Pontefice ha voluto che vi fossero anche tre religiosi iracheni, una famiglia dalla Siria, i francescani da Gerusalemme, frate Antonio e frate Elivan ed una bambina disabile, che ha portato la croce insieme ai volontari dell’Unitalsi.

Poche ore prime, nella basilica vaticana, si è svolta la consueta celebrazione della Passione, con il Papa che in segno di devozione si è prostrato a terra e padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, che ha invitato i giovani ad “andare contro corrente”, per “salvare l’amore umano dalla deriva tragica nella quale è finito”, diventando “possesso, spesso violento e tirannico”.

Daniele Orlandi

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