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Papa Francesco ai giovani canadesi: “non innalzate muri di divisione, costruite ponti”

Papa Francesco ai giovani canadesi: “non innalzate muri di divisione, costruite ponti”
ottobre 30
22:07 2017

Un videomessaggio dedicato ai giovani canadesi. Lo ha realizzato Papa Francesco rivolgendosi ai ragazzi provenienti da sei diverse città del Canada, dall’Atlantico al Pacifico, per lanciare loro un appello: “Quando le persone lavorano insieme cercando il bene gli uni degli altri, il mondo si rivela in tutta la sua bellezza – ha detto Bergoglio – Allora vi chiedo di non lasciarlo rovinare da chi pensa solo a sfruttarlo e a distruggerlo, senza scrupoli”. Parole che arrivano in occasione della partecipazione dei ragazzi, insieme ai loro vescovi e al cardinale Kevin Farrel, ad un interessante appuntamento televisivo dedicato a sfide, bisogni e problemi dei giovani nella Chiesa cattolica. “Vi invito – ha sottolineato il Papa nel messaggio trasmesso a Toronto pochi giorni fa – a inondare i luoghi in cui vivete con la gioia e l’entusiasmo tipici della vostra età, a irrigare il mondo e la storia con la gioia che viene dal Vangelo, dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che vi ha affascinato e vi ha attirato a stare con Lui”.

Nel corso del suo intervento, realizzato per la speciale trasmissione organizzata da Tv Sel + Lumière, Bergoglio ha voluto esortare i ragazzi ad essere “tessitori di relazioni improntate alla fiducia, alla condivisione, all’apertura fino ai confini del mondo”, un messaggio questo che anticipa il Sinodo dei giovani che i vescovi del Canada stanno preparando per ottobre 2018 e che sarà dedicato a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Con un appello affinchè non vengano innalzati “muri di divisione”: “Costruite ponti, come questo straordinario che state idealmente attraversando e che mette in comunicazione le sponde di due oceani”, ha sottolineato il Santo Padre, ricordando poi che Gesù ha guardato a ciascuno di loro, invitandoli a seguirlo. “Una chiamata” che a dispetto dello “stordimento sembri regnare nel mondo”, “continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena”. Nel ribadire loro di andare incontro a Gesù e stare con lui nella preghiera, il Papa ha poi concluso: “Il mondo, la Chiesa hanno bisogno di giovani coraggiosi che non si spaventino di fronte alle difficoltà, che affrontino le prove, tengano gli occhi e il cuore bene aperti sulla realtà, perché nessuno venga rifiutato, sia vittima di ingiustizie, di violenze, venga privato della dignità di persona umana”.

Nel corso del consueto Angelus domenicale invece il Papa ha legato la sua riflessione al capitolo 22 del Vangelo di Matteo, sul pagare o meno il tributo a Cesare, ricordando che nel periodo della vita terrena di Gesù la Palestina era soggetta a Roma. “Gesù, anche in questo caso – ha sottolineato Bergoglio – risponde con calma e approfitta della domanda maliziosa per dare un insegnamento importante, elevandosi al di sopra della polemica e degli opposti schieramenti”. Ne nacque, ha ricordato il Pontefice, il famoso dialogo, “Mostratemi la moneta del tributo” e, dopo che i farisei mostrano un denaro a Gesù, la sua replica “rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. L’Angelus è proseguito con un’analisi sull’appartenenza dell’uomo a Dio: “Il cristiano – ha detto il Papa – è chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtà umane e sociali senza contrapporre “Dio” e “Cesare”, ma illuminando le realtà terrene con la luce che viene da Dio. L’affidamento prioritario a Dio e la speranza in Lui non comportano una fuga dalla realtà, ma anzi un rendere operosamente a Dio quello che gli appartiene”.

Alessandro Scotto

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