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Nelle vie del centro di Civitavecchia va in scena di notte il “graffiatore seriale”

Nelle vie del centro di Civitavecchia va in scena di notte il “graffiatore seriale”
febbraio 07
15:46 2018

Credevamo davvero di aver visto tutto dopo gli incendi dolosi all’Istituto scolastico Don Milani e l’oca staccata da una scultura a forma di uovo inaugurata pochi giorni prima. A prendere posto nelle scena dei misfatti locali c’è il “graffiatore seriale”. Notizia di pochi giorni fa è che molte macchine lungo via Bramante e via Leone IV sono state rigate da ignoti. Le righe sono il più delle volte orizzontali ma su alcune autovetture anche a forma di croce. Una proprietaria, che già ha sporto denuncia contro ignoti, mi ha raccontato come la mattina la sua macchina aveva poche rigature ma il giorno dopo improvvisamente ne sono apparse altre.

Abitanti infuriati contro questa persona che si diverte a danneggiare le macchine di notte. Vorrei dire ai proprietari delle auto rigate che nonostante il reato di danneggiamento sia stato abrogato,  sussiste però in questo caso l’aggravante della pubblica fede ossia quando parcheggiando l’auto all’aperto hai fiducia del rispetto degli altri nei confronti delle tue cose, vero e proprio reato e non un illecito amministrativo come il semplice danneggiamento.

In città allora si discute l’origine del male, si cerca di capire perché uno distrugge una scultura, riga le macchine o dà fuoco ad una scuola. Studiando criminologia posso dire con certezza che non esiste una sola causa che dà origine all’uomo delinquente. Il “cromosoma della violenza” non è stato mai trovato. Tutti possono esercitare il male anche non accorgendosi di farlo con l’indifferenza o l’offesa per citarne alcune. Il male è banale. Oggi si pensa che molti fattori contribuiscono a fare di un uomo un folle, fattori psicologici, sociologici, culturali, situazionali. Non è come dice il PD di Civitavecchia che gli atti vandalici sono colpa del degrado culturale della città, questa è una sciocchezza. Avete mai sentito dire nei delitti efferati: “Ma era una brava persona!”. Non mi stupirei, facendo le dovute proporzioni, se il “graffiatore seriale” fosse un bravo ragazzo.

Luca Scotto

(r) RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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