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Monti, porto in crescita e amministrazione trasparente

Monti, porto in crescita e amministrazione trasparente
Febbraio 26
18:36 2014

Dati trasparenti per mostrare l’efficienza amministrativa e gli incredibili risultati raggiunti. E’ quanto emerso stamane nella conferenza stampa dell’Authority portuale, presso la sede di Molo Vepucci, nel corso della quale il presidente Pasqualino Monti ha snocciolato numeri e cifre di introiti e spese dell’ente. Ma si è anche tolto diversi sassolini dalla scarpa rispondendo a una serie di accuse che ha definito “infamanti”. “Una macchina del fango – ha sottolineato – nei confronti del porto e del sottoscritto. Ma oggi sono qui per rispondere alle accuse, raccontare la verità e dire le cose come stanno“, ha spiegato, non escludendo la possibilità di portare la questione in tribunale. E così, accanto ai bilanci dell’autorità portuale, Monti è entrato nel merito delle sue spese, ricordando che sul sito sono presenti il suo 730 e quelli dei familiari, di utilizzare la sua vettura per gli spostamenti (da tempo, ha ricordato, è stato disdetto il contratto per il noleggio delle auto) e di ripagarsi il 50% delle spese telefoniche. Perchè, ha sottolineato, “il compito primario del presidente dell’autorità portuale è quello di dimostrare di meritare lo stipendio che riceve, guidando quella che per il territorio è una grande azienda, i cui risultati sono la fotografia della sua attività”. E così se da un lato i dati relativi al bilanci sono stati pubblicati in base alle norme sulla trasparenza che scadevano il 31 gennaio scorso, dall’altro Monti ha colto l’occasione per controbattere alle accuse piovutegli addosso nelle ultime settimane. E punto per punto, ha ribattuto: dalla 2 gorni del Mediterraneo, “manifestazione per promuovere il porto a livello internazionale, finanziata da sponsor privati nella sua totalità”. Ai 15 mila euro spesi per l’acqua, “per l’emergenza di tunisini bloccati in porto per cinque giorni e per la partenza ritardata dei bambini, causa avverse condizioni meteo, in occasione della ‘Nave della legalità'”.

Quelle presentate oggi dal presidente dell’Authority sono cifre che parlano da sole a testimonianza di una crescita “anomala”, del network portuale rispetto alla media nazionale, esempio del buon operato degli ultimi anni in barba alla crisi. Basti pensare che le entrate correnti sono passate da 38 milioni 298 mila euro del 2009 a oltre 70 milioni del 2012, con un incremento dei ricavi di circa 32 milioni di euro. Le uscite correnti invece, da 32 milioni del 2008 sono passate a 35 milioni nel 2012. I 34 milioni di euro di ricavi ottenuti in pochi anni, ha aggiunto Monti “sono stati interamente spostati in parte capitale per spese di investimento a livello infrastrutturale“. Ad esempio, ha ricordato, “abbiamo cofinanziato con 50 milioni di euro la realizzazione di un opera per noi fondamentale, la nuova darsena traghetti con il prolungamento dell’ante murale”.

Il numero uno di Molo Vespucci si è lungamente concentrato non solo sull’importanza di dotare il porto di nuove e moderne infrastrutture ma anche sull’importanza della “promozione”, un’attività che ha definito “fondamentale per far conoscere e crescere il porto. Perchè quando si parla di Civitavecchia a livello internazionale si parla del suo porto, della sua capacità di promuovere attività e di essere riuscito ad attrarre nuovo e importante traffico”. I successi economici registrati negli ultimi anni sono dunque la conferma che “la politica messa in atto per la promozione del porto ha funzionato, permettendo di costruire nuove infrastrutture all’interno dello scalo”.

A conferma dei risultati ottenuti, Pasqualino Monti ha snocciolato altre cifre: “nel 2010 il network Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta versava 800 milioni di euro tra accise ed Iva nelle casse dello stato. Nel 2013 ha versato 1 miliardo 98 milioni di euro. Il concetto da noi lanciato, di servire il mercato con le importazioni ha dato i suoi frutti”. ricordando poi l’obbligo di versare allo stato i risparmi ottenuti sulle spese di consumo, ha specificato che nel 2009 sono stati versati 72mila 954 euro mentre nel 2013 si è passati a 847 mila 808 euro. Passando all’utile di esercizio, l’incremento è notevole: 525 mila euro nel 2008, 468 mila nel 2009, per passare a 1 milione 300 mila nel 2010, 9 milioni 328 mila euro nel 2011 e ben 15 milioni 431 mila euro nel 2012.

“Nei tre porti – ha aggiunto Monti ribattendo alle accuse – abbiamo fatto 7,5 milioni di affidamenti di natura diretta o con procedure negoziate, e non 22 milioni. Solo su Civitavecchia hanno lavorato 220 imprese, delle quali l’80% è di civitavecchia. Se non ci fosse il porto cosa accadrebbe?”. Cifre in netta controtendenza, ai quali si affianca l’aumento del 4% dell’occupazione diretta tra 2012 e 2013. Per concludere con i 220 milioni di euro in investimenti. “Dati sui quali riflettere e per i quali possiamo ritenerci soddisfatti. Perchè l’obiettivo – ha ricordato – è quello di crescere”.

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