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Maggioranza in bilico su Acea Ato2, frattura con liste civiche e con Sel

Novembre 16
16:47 2013

Una ‘crisi’ mediatica che ha portato a una frattura politica. E’ accaduto lo scorso giovedì, conseguenza di una settimana di botta e risposta tra le fila della maggioranza, ed in particolare tra Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà, che ha avuto il suo epilogo in un forte gesto politico: quello dei tre consiglieri comunali della lista civica Ritorna il Futuro, che hanno rimesso le loro deleghe al sindaco Piero Tidei. Una netta presa di posizione che, come spiegato da Fabrizio Lungarini, Emiliano Santori e Raffaele Cacciapuoti, è stata l’inevitabile conseguenza delle parole del primo cittadino, che ha dichiarato di non essere contento del loro operato. La decisione dei tre consiglieri ha un significato ed un intento ben preciso: mandare un messaggio concreto alla coalizione di maggioranza, affinché le problematiche interne vengano discusse nelle sedi deputate e non sui giornali, con il solo obiettivo di “coltivare il proprio elettorato”. Una situazione, che a detta di Lungarni, Santori e Cacciapuoti, genera un “immobilismo, conseguenza di continue scaramucce che impediscono di trovare la quadra e determinano il blocco dell’azione della maggioranza”. Un passo indietro dettato dunque da mal di pancia interni e compiuto non senza polemiche: “ci sarebbe quasi da ringraziarlo, il sindaco – ha sottolineato Lungarni dopo l’annuncio di aver rimesso nelle sue mani le deleghe consiliari – perché le uniche cose importanti citate nel suo elenco di ‘’cose fatte’ in questo anno e mezzo sono la sistemazione del problema Hcs, di cui si è occupato Emiliano Santori, e la riapertura della Marina, di cui ho seguito passo passo tutti gli aspetti giuridici e amministrativi”. Dichiarazioni alle quali Tidei ha replicato: “Sono giovani e dovranno ancora fare molta strada”, annunciando poi chiarimenti con i consiglieri che, qualora uscissero di scena, decreterebbero di fatto la ‘fine’ numericamente parlando, della maggioranza. Una vicenda complicata dunque, il cui tentativo di trovare un punto di accordo è stato rimandato alla prossima settimana.

Quelle interne al partito non sembrano essere solo semplici scaramucce, ma veri e propri contrasti interni, come nel caso del passaggio della gestione del Sistema Idrico Integrato ad Acea Ato2, tema caldo di questi giorni in merito al quale Pd e Sel hanno ampiamente discusso, con botta e risposta sulle pagine di giornali e telegiornali. I diversi punti di vista sono venuti alla luce in occasione degli interventi degli esponenti dei due partiti alla trasmissione web “Politicamente Scorretti”: il vicesindaco di Sel Enrico Luciani, il capogruppo del partito in Consiglio Comunale Ismaele De Crescenzo, il responsabile regionale del settore Energia Emiliano Stefanini. “L’acqua è pubblica perché è un bene comune e inalienabile – hanno sottolineato – sarebbe mortale un provvedimento che porti Civitavecchia nelle mani di un’azienda che dicono essere pubblica ma è una Spa che fa profitto con il 51% partecipato dal comune di Roma”. La regione Lazio, hanno ricordato gli esponenti di Sel “dopo l’esito del referendum sull’acqua pubblica è obbligata entro marzo a fare una proposta di legge. Se la regione legifera per la ripubblicizzazione dell’acqua in tutta la regione, sarebbe un controsenso che a distanza di quattro mesi noi facessimo l’esatto contrario. L’iter tecnico è sconfitto sul piano politico dal fatto che la regione ha un indirizzo totalmente in linea con quello di Sel. Le critiche contro il Pd si sono accentuate dopo il 12 novembre, giorno dell’incontro dei rappresentanti di Sel con l’assessore Franco Refrigeri: “un autogol per il Pd, che è andato in regione due ore prima di noi, quando avrebbero dovuto venire insieme a noi, non consapevoli del fatto che, proprio quel giorno, era stato organizzato un convegno sulla ripubblicizzazione dell’acqua”. “E’ un anno e mezzo che il Pd ci deve rispondere sulla questione dell’acqua – hanno aggiunto gli esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà – il ritiro della delibera del 2005 che dà vita alla convenzione con Acea, poteva essere concretizzato con celerità visto che anche in questo caso diciamo al Pd di portarla in Consiglio Comunale al fine di revocarla”. Luciani inoltre ha dichiarato che il segretario del Partito Democratico Clemente Longarini non sarebbe favorevole all’ingresso di Civitavecchia in Acea Ato2 e, ha nuovamente ricordato, “oggi la regione Lazio sta andando in un’altra direzione e il convegno del 12 novembre lo ha stabilito in modo chiaro e limpido. Per capire come agisce alla lunga Acea basta osservare quello che è accaduto a Castelli Romani dove ha fatto sua l’acqua, non ha fatto gli investimenti previsti, circa 15 milioni e ha quadruplicato le tariffe”.

Giovedì scorso anche il consigliere del Pd Stefano Giannini ha espresso il punto di vista del partito su “Politicamente Scorretti”: “c’è una legge regionale che attribuisce ad Acea Ato2 il servizio idrico integrato perché lo Stato è andato nella direzione di ottimizzare e massimizzare le risorse, facendo consorziare i comuni e riducendo così gli sprechi. Ci sono stati un ricorso e due sentenze, del Tar e del consiglio di stato, che hanno confermato quella legge attribuendo ad Acea Ato2 la gestione del Servizio Idrico Integrato”. Giannini ha aggiunto poi: “nel 2005 il commissario Di Daprio si è limitato a fare ciò che la legge imponeva” ma poi, con l’esito del referendum sull’acqua pubblica, ci si è trovati in una sorta di “vacatio legis”. Oggi dunque, secondo il consigliere, ci si trova a un punto in cui la regione, da un lato, è obbligata ad ottemperare alla legge come previsto dalle sentenze, dall’altro “vi è però una disputa della dottrina che ancora non chiarisce se le aziende speciali possano gestire il SII. Quello che è certo è che il terzo potere dello stato, la magistratura, ha detto alla regione di far rispettare a Civitavecchia questo trasferimento”. Giannini ha poi ricordato che i rappresentanti istituzionali di Sel non hanno contestato la delibera con gli esponenti di partito in regione ma lo hanno fatto solo a livello locale: “non hanno pensato di osteggiarla andando contro la regione e la magistratura e facendo la loro battaglia”. Poi Giannini ha chiarito la posizione del Pd: “l’assessore regionale Refrigeri ha dichiarato che ci sarebbe stata la nomina del commissario per il passaggio ad Acea Ato 2, a prescindere dalla revoca della delibera del commissario Di Caprio, la quale ha rappresentato un’ottemperanza alla legge di allora, che allo stato attuale è irrilevante ai fini di eventuali opposizioni a quanto deciso dalla magistratura sul Sistema Idrico Integrato”.

Dunque anche andando a revocare la delibera, secondo il consigliere, l’iter alla regione proseguirebbe. Inoltre, appurato che il servizio spetta ad Acea Ato2 per sentenza, se il comune proseguisse per la sua strada revocando la delibera e facendo investimenti su un servizio sul quale non potrebbe spendere un euro, “gli amministratori potrebbero essere sottoposti al giudizio della corte dei conti per danno erariale, perché farebbero spendere alle casse del comune dei soldi che non dovrebbero spendere”. Investimenti che gli amministratori locali non possono dunque fare poiché “non sono possibili investimenti per gli acquedotti a meno che non sia l’Ato2 a farli”. Ma, secondo Giannini Acea Ato2 non avrebbe “alcuna intenzione di subentrare nel servizio idrico civitavecchiese perché sarebbe costretta a effettuare investimenti ingenti, circa 4 milioni di euro, sulla rete idrica del territorio. Un cambio di rotta reale si potrà avere il 31 marzo, termine entro il quale la regione si sta muovendo per una nuova legge sul Sistema Idrico Integrato, che tenga conto del risultato del referendum”. Insomma l’amministrazione comunale può essere solo un “soggetto passivo di una vicenda che potrà avere una svolta solo dopo il 31 marzo e che fino a quel momento vedrà la magistratura quale unico soggetto avente poteri decisionali e la regione come mero soggetto esecutore”. E  riguardo a Sel ha concluso: “non protesta con il suo rappresentante locale in regione e il vicepresidente della regione? assurdo se la prenda col Pd locale. Il Pd in regione sta lavorando per una legge che restituisca il Sistema Idrico Integrato ai cittadini, non vediamo l’ora di arrivare al 31 marzo”

Sulla questione era intervenuto pochi giorni prima, sempre su “Politicamente Scorretti”, anche il Movimento 5 Stelle: “questo è un discorso serio perché si rischia l’aumento delle bollette del 50%, lo dicono gli altri comuni passati sotto la gestione di Acea Ato2. Dunque oltre ad avere persone che fanno lucro su un bene essenziale, ci toccherebbe anche pagare di più”. E in risposta al consigliere del Pd Giannini, che ha sottolineato come l’acqua rimarrebbe pubblica anche dopo l’eventuale passaggio, i grillini hanno replicato: “Acea è al 51% partecipata dal comune di Roma, al 16% del gruppo Suez, al 23% di Caltagirone e al 12% sul mercato. Difficile definirla pubblica con questa gestione”. Per mantenerla pubblica, secondo i 5 Stelle, bisognerebbe invece “ritirare la delibera con la quale si è sottoscritta la convenzione di gestione, portando la nostra proposta di delibera, nata sulla scia di quella presentata dal Comitato per l’Acqua Pubblica e redatta da autorevoli esponenti del comitato”. L’appello del Movimento 5 Stelle è dunque quello di approvare la delibera, ritirando così la delibera commissariale del 2005: “tiriamo fuori la volontà politica, lo scontro istituzionale viene dopo il rispetto della volontà elettorale e delle promesse fatte in campagna elettorale attraverso il programma di coalizione”.

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