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L’incontro con i serial killer – Il principe cinese: Liu Pengli

L’incontro con i serial killer – Il principe cinese: Liu Pengli
L’incontro con i serial killer – Il principe cinese: Liu Pengli
Gennaio 21
16:27 2019

“Nel mio precedente intervento su questo stesso quotidiano telematico, abbiamo viaggiato nell’antica Roma del 300 a.C., conducendovi alla scoperta delle avvelenatrici di Roma, scoprendo che alcune nobildonne, fecero dell’arte dei veleni, il loro occulto e silenzioso strumento di morte per uccidere i loro compagni, divenuti oramai scomodi e indesiderati, per poi appropriarsi dei loro ingenti beni e possedimenti. 

Conoscendo con l’occasione, anche Locusta, che da schiava gallica, sino alla sua bizzarra condanna a morte, entrata nelle grazie di Nerone, per aver garantito allo stesso e ad alcuni potenti, l’uccisione di decine di nobili, visse agiatamente come una patrizia, andando anche a risiedere nei palazzi della Roma bene.

Ora, ci spostiamo dall’altra parte dell’emisfero terrestre e viaggiando per circa 8.600 chilometri, chilometro più, chilometro meno, raggiungiamo l’antica Cina. 

Ci troviamo in un  lontanissimo e sperduto villaggio di contadini, che ora è la città di Jidong, sito nell’entroterra cinese, di fronte al Mar del Giappone, ed incastonato tra la Russia e la Corea del Nord e negli anni compresi tra il 184 e il 105 a.C.. 

Dalle poche notizie racimolate qua e la, tramandate di padre in figlio, e soprattutto pervenute dallo storico cinese Sima Qian, nonché,in questi casi, sempre tra storia e leggenda,andiamo alla scoperta di quello che è stato considerato, dopo le avvelenatrici di Roma, il secondo serial killer della storia: il Principe Liu Pengli.

Era un nobile, appartenente alla dinastia cinese degli Han, nipote dell’imperatore Wen Han e cugino dell’imperatore Jing Han.

Insomma, come detto, dopo le avvelenatrici di Roma e Locusta, uno dei primissimi criminali seriali che la storia ricorda, anche se a mio modesto parere, con estrema certezza, nel passato anche molto più remoto, molti altri ve ne siano stati. 

Ma, torniamo a Liu Pengli. A poco meno di trenta anni dall’istituzione del suo regno, alla guida di un manipolo di schiavi, iniziò a razziare brutalmente i suoi sudditi, facendo suoi anche tutti i loro poveri possedimenti.

Si racconta che molte sarebbero state le vittime dei vili e quanto mai, crudelissimi attacchi da parte di questo piccolo esercito, condotto da Pengli. In proposito, si narra, che siano state almeno cento le persone barbaramente e selvaggiamente trucidate.Tuttavia, come sempre in queste circostanze e soprattutto in quelle epoche, dove anche l’ultimo dei nobili, aveva potere di vita e di morte sulle sue genti, nessuno aveva il coraggio di parlare e tentare di contrastare il potente del momento, tanto che dalla paura, sembra addirittura, che nessuno volesse uscire dalla propria abitazione, soprattutto nel buio, quando le imboscate e le aggressioni erano sempre a portata di mano dietro ogni angolo del villaggio. 

Si dice che solo dopo il proseguo di molteplici angherie e scorribande, nel 115 a.c., Liu Pengli venne denunciato all’imperatore Jing Han dal parente di una delle sue vittime, il quale trovò il non facile coraggio di raccontare allo stesso regnante gli atroci, quanto mai crudeli crimini commessi. Liu, fu subito processato e per questo, la corte suprema, composta da ufficiali, sentenziò la sua condanna a morte, che però non venne mai eseguita poiché si racconta che l’imperatore, non avesse accettato il pensiero di dover uccidere proprio un suo cugino, punendolo comunque a suo modo e cioè, togliendogli ogni titolo e privilegio nobiliare, nonché i suoi possedimenti, che, guarda caso, vennero acquisiti dallo stesso monarca.  

Nel concludere questa breve, lontanissima e, quanto mai efferata storia criminale, affinché non rimanga solo uno dei tanti racconti, tenterò di effettuare un sintetico esame delle motivazioni che possono aver indotto Liu Pengli, al suo comportamento criminale estremamente violento e che lo portò a mietere decine e decine di vittime.

Posso sicuramente affermare, che il serial killer in esame, è stato motivato da più ragioni. Quelle edonistiche, in quanto è ipotizzabile che Liu Pengli, agiva uccidendo con il sicuro scopo di provare piacere ed appagamento, “cacciando” letteralmente le sue vittime facendo loro la “posta”, come detto specie in orario notturno, mediante imboscate preordinate; quelle di dominare i suoi sudditi, incutendo terrore ed esercitando così potere sulle sue vittime, con il fine di rafforzare la stima in sé stesso, in particolare quella sulla propria forza fisica e psicologica. Quest’ultimo comportamento, può di solito derivare, consciamente e/o inconsciamente, dalla compensazione di abusi subiti dall’omicida soprattutto nella sua infanzia, ma in questo caso, come detto, data la scarsità delle notizie in mio possesso, non è dato sapere se il criminale nel suo passato, in particolare, nell’età adolescenziale, sia stato vittima di possibili violenze.

Un’altra ragione che potrebbe aver motivato le azioni del nobile Liu Pengli, se ancora così si può considerare, potrebbe ritrovarsi nel guadagno. Razziando e saccheggiando la sua popolazione, è naturale pensare, che ne traeva anche vantaggi materiali e patrimoniali, innalzando ancora di più il suo potere nei confronti di un popolo, in genere composto da umili contadini, che già di per se avevano difficoltà nelle modestissime economie delle loro famiglie e nella loro vita quotidiana.

Altre motivazioni dell’agire del principe Liu, potrebbero essere ricercate, così come accaduto in molti altri casi di criminali seriali vissuti in epoche più recenti, anche nella presenza di possibili disturbi mentali, come ad esempio deliri paranoidi o patologie di altro genere e di diversa gravità, a  cui oggi, è ovvio, non è certamente possibile risalire ed attribuire il suo agire”.   

Dr. Remo Fontana Criminologo-Vice Comandante Polizia Locale

                                                                                             

                                                                                               

                                                                           

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