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Il ricordo di Giovanni Paolo II, il Papa che conquistò i fedeli di tutto il mondo

Il ricordo di Giovanni Paolo II, il Papa che conquistò i fedeli di tutto il mondo
aprile 02
17:41 2018

Tredici anni e non sentirli. Milioni di persone hanno reso omaggio, da ogni parte del mondo, a Karol Woytjla dopo la sua morte, lunghe file di fedeli che, commossi, attesero ore per poter dare il loro commosso saluto al Papa; epilogo di una lunga veglia di preghiera iniziata il 2 aprile 2005, quando alle 21:37 venne data la notizia ufficiale della sua scomparsa e migliaia di persone raggiunsero la Basilica di San Pietro dove rimasero fino all’8 aprile, giorno del funerale. Giovanni Paolo II, 264esimo Papa della Chiesa cattolica, eletto il 16 ottobre 1978, non è mai stato dimenticato ed il 1 maggio 2011 è stato proclamato beato da Benedetto XVI, suo successore mentre il 27 aprile 2017 è stato proclamato santo (insieme a Papa Giovanni XXIII) da Papa Francesco.

Da tredici anni il Pontefice considerato tra gli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale, oppositore della teologia della liberazione, 104 viaggi apostolici in ogni parte del mondo, diede forma alle partecipatissime Giornate mondiali della gioventù, Papa Wojtyla beatificò e canonizzò quasi duemila persone, rendendo più scorrevole il processo grazie all’abolizione dell’ufficio di Promotor Fidei

Fu il sostituto della Segreteria di Stato, l’allora monsignor Leonardo Sandri, a dare il triste annuncio. Fu invece il cardinale Joseph Ratzinger, decano del Collegio Cardinalizio a presiedere l’8 aprile la Santa Messa esequiale, pochi giorni prima di diventare Papa scegliendo il nome di Benedetto XVI. Secondo quanto raccontato, le sue ultime parole furono, “lasciatemi andare alla casa del Padre“, un messaggio che ben rispecchia il carattere e l’animo profondamente devoto di un Papa che è rimasto nella memoria di tutti. Come sottolineato da Navarro Valls, l’ultimo pensiero di Giovanni Paolo II per i tanti giovani che, durante le ultime ore della sua vita, si trovavano sotto la finestra del suo appartamento, fu: “Vi ho cercato, adesso voi siete venuti da me e per questo vi ringrazio”.

Profonda è la gratitudine dei fedeli nei confronti di Papa Wojtyła, il Pontefice che in occasione della messa di inizio del suo pontificato, il 22 ottobre del 1978, disse “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, non abbiate paura!”. Grande comunicatore del vangelo, Giovanni Paolo II incarno’ al meglio lo spirito del Concilio Vaticano II e diede un importante e forte impulso al dialogo interreligioso. Da ricordare la sua intuizione profetica della Giornata di preghiera per la pace di Assisi del 1986 insieme ai rappresentanti delle religioni mondiali. La sua dottrina, tra le altre cose, ha fortemente difeso la vita umana dal concepimento, fino alla morte naturale.

Una posizione, per molti, considerata un baluardo nella difesa della vita e dei più deboli. Dedicò molto tempo e attenzione nei confronti dell’ecologia sottolineando l’importanza di salvaguardare l’ambiente. Primo Pontefice a considerare gli animali quali possessori di una sorta di “anima”. In un chirografo del 22 novembre 2003, esprimendosi contro le sperimentazioni nella liturgia, sottolineò che “il sacro ambito della celebrazione liturgica non deve mai diventare laboratorio di sperimentazioni o di pratiche compositive ed esecutive introdotte senza un’attenta verifica”. Ripetendo poi questa posizione il 4 dicembre, in occasione del 40esimo anniversario della costituzione sulla liturgia del Concilio Vaticano II, nella lettera apostolica Spiritus et Sponsa.

Ed in questi giorni, in occasione del 13° anniversario della morte di Wojtyla, il cardinale arcivescovo di Cracovia, che fu Segretario particolare del Papa polacco, ha sottolineato che “San Giovanni Paolo II non smette di parlarci“. Lo ha detto in occasione della messa celebrativa nel santuario di Cracovia spiegando che il “Santo Pastore che non cessa di parlarci, d’ispirarci, di guidarci e di darci coraggio” per poi aggiungere che “nel suo cuore di pastore c’era posto per tutti. Giovanni Paolo II ha introdotto la Chiesa nel terzo millennio della fede cristiana e ci ha incoraggiati affinché, guardando il volto di Gesù Cristo, l’unico Salvatore del mondo, prendessimo il largo della fede, della speranza e dell’amore diventandone, nel nostro mondo così irrequieto, il lievito”.

Daniele Orlandi

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