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I primi cinque anni di Papa Francesco, il Pontefice che ha cambiato la Chiesa

I primi cinque anni di Papa Francesco, il Pontefice che ha cambiato la Chiesa
Marzo 14
19:06 2018

Cinque anni già entrati nella storia. Sin dal giorno della sua elezione a Pontefice, Papa Francesco ha speso tutte le sue energie per compiere una vera e propria rivoluzione all’interno della Chiesa. Sin dalla sera del 13 marzo 2013 quando, affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro in Vaticano, milioni di persone, i fedeli presenti e chi si trovava davanti alla televisione, hanno immediatamente compreso che l’argentino Jorge Mario Bergoglio, primo Papa sudamericano, rappresentava l’inizio di un nuovo percorso da lui stesso tracciato. Lui, che per primo ha scelto il nome ‘Francesco’, che sorprese tutti con quel ‘Fratelli e sorelle, buonasera…‘ rimasto nella memoria collettiva (mai prima d’ora alcun Pontefice appena eletto si era espresso in questo modo), che ha benedetto per la prima volta cristiani, ma anche credenti di altre religioni e non credenti.

E ancora, un Pontefice che ha chiesto al popolo di essere benedetto aprendo di fatto le porte ad una serie di piccoli e grandi gesti, semplici ma estremamente significativi che, sin dal giorno successivo all’elezione conquisteranno i fedeli. Come la decisione di recarsi personalmente alla Casa del Clero per saldare il conto della stanza affittata, la scelta di vivere nel modesto ospizio di S. Marta rifiutando l’alloggio di 300 metri quadri nel Palazzo Apostolico, gli spostamenti a bordo di semplici utilitarie anzichè di auto di grossa cilindrata; e ancora quegli abiti semplici e al collo solo una croce. Un Papa, Bergoglio, da sempre vicino agli ultimi, ai poveri, agli emarginati, alle persone che fuggono dalla loro terra a causa di guerre, fame e carestie. Un uomo semplice che, anche nelle vesti di Santo Padre, non ha dimenticato amici e conoscenti, che contatta in occasione di ricorrenze e feste.

Impossibile sintetizzare i suoi innumerevoli viaggi in ogni parte del mondo, primo fra tutti quello all’isola di Lampedusa in seguito alla notizia della morte, nel canale di Sicilia, di centinaia di migranti; viaggi accomunati dalla volontà di incontrare i bisognosi e dallo spirito di fratellanza ed unione, per la pace e contro qualsiasi forma di prevaricazione e violenza; gli incontri con i capi di stato, i gesti, le parole e quell’immancabile sorriso su un volto che da sempre trasmette serenità e calorosa accoglienza. Bergoglio ha manifestato sin dalle prime settimane, la sua vicinanza ai tanti senzatetto della Capitale, facendo allestire docce, barberia, servizi di assistenza sanitaria e destinando loro, tutti gli anni, una somma di denaro.

Accanto ai gesti più semplici però, non sono mancate riforme di rilevanza storica come quella dei dicasteri vaticani, lo Ior, i Sinodi del 2015 e del 2016 nel corso dei quali vengono riammesse ai sacramenti le persone divorziate e risposate, la sempre maggiore attenzione, con la richiesta di “rispetto e accoglienza” per le coppie di fatto e gli omosessuali. Una Chiesa che, dunque, nelle mani di Papa Francesco ed in un lasso di tempo relativamente breve, è profondamente mutata, perdendo le sue componenti più conservatrici ed aprendosi al mondo. Grazie ad un Papa venuto dai più lontani confini del mondo per unire i popoli, all’insegna della fede.

 Daniele Orlandi

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