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Dalla mano finta agli ombrelli antiproiettili la funzione degli agenti di scorta dei potenti del mondo

Dalla mano finta agli ombrelli antiproiettili la funzione degli agenti di scorta dei potenti del mondo
agosto 13
02:12 2018

Le foto non mentono. Dall’immagine di copertina si possono osservare due particolarità in tema di sicurezza ai capi di Stato. La prima immagine ritrae un agente del Secret Service con una mano finta e l’altra quella vera messa al sicuro sulla pistola per neutralizzare un possibile attacco al neo eletto presidente Donald Trump, che nel 2017 salutava la folla nel giorno del suo giuramento.

La seconda fotografia è recente, e immortala le guardie del corpo del presidente venezuelano Nicolàs Maduro, sotto attacco da parte di un drone pieno di esplosivo, mentre teneva un discorso alla nazione per celebrare l’anniversario della guardia nazionale bolivariana ai primi di Agosto . Esploso il drone gli uomini della sicurezza presidenziale lo hanno protetto con tele ed ombrelli antiproiettili venduti da un’azienda spagnola la Nidec. Questi scudi balistici possono proteggere le persone anche dai colpi sparati a distanza ravvicinata.

Facciamo una premessa: la sicurezza al 100 % non esiste. Il servizio di scorta è  un servizio di prevenzione teso a garantire, nell’incognita degli eventi, l’incolumità individuale della persona da proteggere. Qualora si trasformi in un servizio di repressione la missione si dovrà ritenere fallita. Gli uomini della scorta compiono non solo attività di prevenzione, ma anche un’attività di intelligence, ossia acquisire e valutare tutte le informazioni possibili. La scorta ha dei dogmi ossia si garantisce con cerchi concentrici a 360°, anche più di uno,  attorno alla persona da proteggere, a piedi, in auto ecc…Importante è l’osservazione e cercare un punto di evacuazione nella fase di pianificazione, e se si presenta un attacco l’ordine è: “Mai lasciare il cerchio!”. 

In Italia  l’attentato al presidente Aldo Moro il 16 marzo del 1978 è stato un difficile momento per la sicurezza, uccisi dai brigatisti sia i 5 uomini della scorta ed il presidente Moro. Da lì si è ripartiti, con un corso di addestramento in Sardegna ad Abbasanta per gli agenti di Polizia inseriti nel servizio scorta, dove gli si impara ad osservare. Il servizio scorte ora è centralizzato ed è  gestito dall’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Nazionale (UCIS),struttura del Dipartimento della pubblica sicurezza, che analizza le richieste pervenutegli dai vari Prefetti, che a sua volta ricevono delle informazioni dalle forze di polizia, riguardo la richiesta di assegnare la scorta ad un magistrato, politico o ad altre perone “sotto minaccia”. L’UCIS si avvale della Commissione centrale consultiva per l’adozione delle misure di sicurezza personale che si esprime sulle richieste di adozione, modifica, revoca, delle misure di protezione e vigilanza.

Il tutto è regolamentato dalla legge del 6 novembre del 2003 n. 300. Questa legge ha cambiato molte cose tra cui la possibilità che il Prefetto possa lasciare la qualifica di “agente di pubblica sicurezza” solo ai conducenti di veicoli in uso ad alte personalità che rivestono incarichi di governo, e non come prima che la si concedeva indipendentemente dall’alta carica rivestita (sic!). Prevede quattro livelli di sicurezza, il quarto è il più basso il primo il più alto con 3 auto blindate e tre agenti.

Luca Scotto

(c) RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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