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Cerveteri, rubavano cani cambiando il microchip per poi rivenderli un arresto e tre denunce

Cerveteri, rubavano cani cambiando il microchip per poi rivenderli un arresto e tre denunce
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Cerveteri, rubavano cani cambiando il microchip per poi rivenderli un arresto e tre denunce
Cerveteri, rubavano cani cambiando il microchip per poi rivenderli un arresto e tre denunce
Novembre 25
14:04 2018

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno denunciato in stato di libertà un 58enne e un 36enne e un 40enne alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, per traffico di cani rubati, ricettazione e maltrattamenti contro gli stessi nonché detenzione abusiva di armi e di munizionamento.

Si è conclusa stamattina con il blitz scattato all’alba, l’attività di indagine condotta dalla Stazione Carabinieri di Cerveteri che ha permesso di ricostruire le modalità con cui i 3 uomini commissionavano i furti di cani di razza, per lo più da caccia, e li rivendevano in tutta la provincia, per un giro di affari di diverse decine di migliaia di euro.

L’indagine ha permesso di scoprire, infatti, che i soggetti avevano studiato nei minimi dettagli tutte le operazioni necessarie per non essere scoperti, provvedendo a togliere, senza la dovuta assistenza di alcun veterinario, i microchip identificativi e  sottoponendo così i poveri cani a torture e sevizie di inaudita crudeltà, tanto che gli animali che non riuscivano a essere immessi nel mercato in nero venivano uccisi.

Durante le perquisizioni eseguite in due terreni agricoli situati a Cerveteri e a Cineto Romano, i Carabinieri di Cerveteri, unitamente a quelli di Vicovaro e delle Stazioni Carabinieri Forestale di Civitavecchia e Cineto Romano, nonché del Nucleo Cinofili Carabinieri di Roma, hanno trovato 54 cani, di cui 15 cuccioli, detenuti in gabbie costruite con reti metalliche, in gravissime condizioni igieniche, molti malati e malnutriti. Oltre agli animali, gli operanti hanno rinvenuto e sequestrato numerosi farmaci per uso veterinario, bisturi, siringhe monouso per impianto di microchip con i quali gli stessi venivano resi irrintracciabili nonché un collare in grado di emanare scariche elettriche tramite comando a distanza.

Purtroppo, sul luogo sono state rinvenute anche le carcasse dei cani morti, di volatili e di un cinghiale cacciati di frodo. In possesso del 58enne, infine, i militari hanno trovato un fucile marca Franchi cal. 12, con matricola contraffatta e 100 cartucce dello stesso calibro. Per questo reato, l’uomo è stato anche arrestato e condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G..

I cani sono stati affidati al canile di Cineto Romano e in attesa di restituiti ai legittimi proprietari, saranno ospitati, nei giorni a seguire, da alcune associazioni volontarie che hanno fornito la propria disponibilità.

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