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Beghe locali e globalizzazione dei traffici

Beghe locali e globalizzazione dei traffici
Marzo 01
16:30 2015

Mentre a Civitavecchia  il PD locale ha criticato la gestione del porto con imminenti ricorsi al Tar, alla Corte dei Conti, a livello nazionale si discute di portualità in vista dell’imminente riforma dei porti italiani. Ieri alla trasmissione del Tg2 Punto di Vista c’erano il presidente di Assoporti Pasqualino Monti e Michele Pappalardo Presidente Federagenti, che hanno discusso del futuro portuale dell’Italia. I porti non devono essere dei porti emporio dove quello che arriva si ferma, ma devono essere distretti della logistica dove una Autorità Portuale si deve occupare anche dell’hinterland retroportuale con ampi poteri su tutta la filiera logistica. A Civitavecchia il PD locale parla di tasse per i croceristi. Ci sono dei muri invalicabili passando dal locale al nazionale. Localmente il porto di Civitavecchia è stato criticato per alcuni affidamenti in economia per cravatte e catering, salvo poi scoprire che tali spese erano coperte da dei sponsor ed inquadrate in ambito di manifestazioni internazionali. Critiche sulle assunzioni dopo che rispondendo ad una interrogazione parlamentare il Ministero dei Trasporti ha chiaramente definito i contratti all’Autorità Portuale di natura privatistica, in giurisprudenza su questo orientamento la Cassazione ed il Ministero dei Trasporti. A livello locale si assiste ad una critica continua al porto di Civitavecchia dove lavorano moltissime persone dai pescatori all’ultimo dirigente in giacca e cravatta. Parlando del porto in tali termini si fa un ” brutto ” biglietto da visita, però poi si chiede che la Concordia venga smantellata a Civitavecchia(sic!). E’ sbagliato confondere l’Autorità Portuale con il Comune, sono due mondi diversi, il Comune è un ente pubblico per eccellenza ma le Autorità Portuali, come scritto nella riforma del Ministro Lupi, devono essere delle Società per azioni per permettere degli interventi ventiquattro ore su ventiquattro.

Se la proposta è una tassa sui croceristi  allora il concetto di filiera logistica è poco chiaro. A livello internazionale in base alla Cruise Lines International Association, l’associazione mondiale delle 63 compagnie crocieristiche più famose, il 2014 sarà un anno di ulteriore crescita per il mondo delle crociere. Le compagnie aderenti alla associazione metteranno in canteri ben 24 nuove navi. Nel 2012 il mercato delle crociere ha creato 100 mila posti di lavoro, ed un indotto pari a 4,5 miliardi di euro. Quando il PD locale parla di tassa sui croceristi come l’unico modello di sviluppo, allora veramente non si capiscono le potenzialità del mondo delle crociere. Bisogna creare attrattive territoriali per i milioni di passeggeri, ma non con le tasse che sono come non mai in questo periodo un ” suicidio ” per la politica. Fino a che il livello locale non si adegua al livello   internazionale quei possibili posti di lavoro andranno in fumo. Mentre il mondo va avanti noi stiamo parlando di cravatte e acqua minerale, ma il presidente di Assoporti ieri al Tg2 ci ha fatto capire che è proiettato in una ottica internazionale dimenticando le beghe locali che non interessano alla globalizzazione.

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