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Acqua e Ato2: Moscherini (Pdl), si al passaggio come stabilito dal Tar

Novembre 14
16:25 2013

Gestione dell’acqua ed infrastrutture. Sono i temi sui quali nei giorni scorsi è intervenuto il consigliere Gianni Moscherini esprimendo il suo punto di vista tecnico e politico a riguardo. Sulla vicenda del passaggio della gestione del servizio idrico integrato ad Acea Ato 2, l’ex sindaco ora a capo dell’opposizione ha sottolineato come tale passaggio sia la diretta conseguenza di una legge dello stato e non di una volontà politica del consiglio comunale. Sulla questione, che ha aperto una frattura nella maggioranza dopo che Sel ha dichiarato che non voterà il passaggio, Moscherini ha commentato: “L’ambito territoriale ottimale è stato creato per legge dello stato. Ci fu una convenzione di tutti i comuni facenti parte dell’Ato a che si facesse l’Ato. Ma l’atto formale del voto di adesione non è mai stato fatto per la difesa degli interessi di piccoli gruppi che si occupano delle manutenzioni nella disastrosa gestione della rete idrica”. Il consigliere ha ricordato che la voce “acqua” pesa annualmente sul bilancio del comune, per circa 7/8 milioni di euro. “Ho letto – ha aggiunto – che si parla di pericolo di default perché mancano 7/8 milioni per far quadrare il bilancio, una cifra che potrebbe arrivare dall’acqua, tagliando sulle spese eccessive. L’acqua – ha commentato – è pubblica per antonomasia. La gestione può essere privatizzata ma l’acqua è sempre pubblica, di proprietà dello stato come lo è l’acqua termale, di proprietà della regione che la dà in concessione ad un proponente per un determinato periodo. Quali sono i vantaggi che si avrebbero nel mantenere un sistema che nella gestione ci fa perdere 8 milioni l’anno quando invece, trasferendo la gestione a chi per legge la deve fare, si potrebbero non solo risparmiare 8 milioni di euro ma anche fare la voce grossa sotto il profilo delle manutenzioni?”

Moscherini ha dunque sottolineato che il suo gruppo politico non prenderà parte al voto: “non parteciperemo perché non c’è niente da votare”, ha detto, ricordando che nel febbraio 2012, il Tar del Lazio aveva chiaramente sentenziato che il sistema idrico dovesse passare sotto Ato2. Insomma un passaggio obbligato perché previsto dall’alto ma sul quale Sinistra Ecologia e Libertà ha deciso di alzare la testa, battendo i pugni sul tavolo per ribadire la propria contrarietà. “E’ un gioco che non ha alcun significato e a farne le spese è la città – ha dichiarato Moscherini – Perchè dare la sensazione alla gente che qualcuno diventi proprietario dell’acqua? La proprietà rimane pubblica e questa situazione, di fatto, non è alienabile. Ma bisogna gestirla bene per mantenerla pulita, sana, efficiente nella distribuzione, e provvedere alla manutenzione. Non è una questione politica, bensì una questione pratica”. Sel chiede la revoca contestando il fatto che sia stato un commissario straordinario del comune a firmare la delibera del passaggio ad Acea Ato2 pur non avendone, secondo il partito, il potere. “Ha un vizio di forma – ha replicato l’ex primo cittadino – perché individua la legittimità degli atti amministrativi solo quando loro sono d’accordo. Frascarelli – ha detto parlando del capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà – ha trasferito la questione su fatti ‘folkloristici’ del consiglio comunale ma questo è un problema che di folkloristico non ha nulla. La bolletta lievita perché il costo delle opere e dei servizi si scarica sull’utente. Ma in una situazione come quella in cui ci troviamo, l’utente vede scaricato su di sé solo il disservizio. Questa è forse una delle ultime città dove i contatori sono ancora sotto al lavandino. Se dobbiamo risparmiare facciamolo migliorando questo sistema di erogazione, che garantirebbe la possibilità concreta, da parte del comune, di intervenire con provvedimenti ad hoc per le famiglie che non possono pagare l’acqua. Il problema che si dovrebbe porre Sel è questo, non tanto l’ideologia dell’acqua pubblica, dal momento che l’acqua è pubblica”. Insomma la sentenza del Tar secondo il consigliere del Pdl parla chiaro: “il comune di Civitavecchia è obbligato ad entrare in Ato2 e viceversa, Ato2 è obbligato ad ammettere l’ingresso del comune. Se i due protagonisti non operano in questa direzione la Regione è obbligata a nominare un commissario ad acta e se la Regione non procede è il Governo che deve intervenire procedendo alla sua nomina”.

Altra importante questione al centro delle vicende politiche di Civitavecchia è quella della Civitavecchia – Orte. Con una lettera indirizzata al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, il sindaco Pietro Tidei ha chiesto che venga convocato con urgenza un incontro con Anas, Regione Lazio e con i comuni di Civitavecchia e Tarquinia per definire l’iter del progetto ed un efficace piano di attuazione che porti ad iniziare i lavori a data certa e attraverso un dettagliato programma. Una sollecitazione lanciata dal primo cittadino dopo che nell’approvazione del Cipe per la realizzazione della Orte – Mestre, non rientrano nel finanziamento i 18 chilometri della tratta tra Civitavecchia e Monte Romano. Nella missiva Tidei ha spiegato che l’opera rappresenterà per la città ed il suo porto, “il coronamento di una strategia ipotizzata da anni per il raccordo dei corridoi europei di collegamento, proprio nel momento in cui il più grande scalo passeggeri del Mediterraneo si appresta a sviluppare la sua componente container fin qui praticamente inesistente”. Secondo Tidei i presupposti, visto l’invidiabile primato intermodale di infrastrutture, ci sono tutti ma “la decisione di destinare al completamento della superstrada un altro iter dopo che la progettazione è stata finanziata dall’Europa – ha sottolineato – non fuga in me del tutto i timori che proprio la Civitavecchia – Orte passi in secondo piano rispetto alla Orte – Mestre. in quel caso i 18 km incompiuti diventerebbero una clamorosa beffa ai danni del porto e del territorio”.

Parole alle quali Moscherini ha replicato con velata polemica: “penso che Tidei muoia dalla voglia di poter stare sulla poltrona di Molo Vespucci. E’ comprensibile perché ha fatto tutto, gli manca solo questo obiettivo, che peraltro ha perseguito anche in occasione in cui il concorrente dall’altra parte ero io, e non c’è riuscito. Ora pensa che, l’onda forte legata al fatto di essere riuscito a sostituirmi come sindaco, possa aiutarlo a prendersi, prima di un meritato riposo, la poltrona di presidente del porto”. Secondo il consigliere, Tidei “dovrebbe sapere meglio di tutti le ragioni per le quali questo grande progetto è bloccato dal 1968 e laddove si è sbloccato, guardacaso, lo ha fatto sempre partendo da Viterbo e Orte e non dal porto di Civitavecchia.”. Un problema che secondo Gianni Moscherini è legato da un lato all’ “ignoranza da parte di chi ha gestito la partita infrastrutture nei vari governi” e dall’altro per la concorrenza degli altri porti, preoccupati del fatto che quell’infrastruttura, “se ben collegata con tutte le arterie avrebbe reso Civitavecchia il primo porto nazionale e uno tra i primi porti europei”.

Secondo il leader dell’opposizione, in un accordo di programma, la spesa per la realizzazione di questa importante opera infrastrutturale potrebbe essere sostenuta da Sat: “Per fare quei 15 km, se diamo retta all’Anas ci arriveremo tra altri 30 anni; ha fatto bene il presidente del porto ad andare a prendersi subito i 2 milioni per la progettazione ma io ho ricordato di prestare attenzione, perché se gli incaricati alla progettazione ‘accelerata’ fanno un progetto sbagliato, non efficace, l’opera diventerà costosa e non efficiente”. Secondo Moscherini bisogna prendere atto del fatto che c’è una società che ha vinto una gara per realizzare l’autostrada che da Civitavecchia prosegue verso nord: “un’ autostrada che fa una mega rotatoria nell’attuale uscita, dove finisce Civitavecchia ed inizia Tarquinia. Guardacaso il comune di Tarquinia ha fatto approvare come aree industriali una immensa area che ho detto essere il distripark naturale del nuovo terminal Asia per i container per le navi di nuova generazione”. Con questa nuova realtà produttiva in itinere, ha sottolineato Moscherini, “si può realizzare una bretella tutta diretta che taglia verso Monte Romano e poi bisogna trovare il ricongiungimento con la superstrada Cinelli. Questo lo si può fare progettualmente in maniera efficiente, collegandolo all’area industriale del futuro, ricollegherebbe bene la fine dell’autostrada, diventando a tutti gli effetti un pezzo di autostrada che si immette con una superstrada arrivata fino a Cinelli. La spesa la può benissimo sopportare Sat, che è la società che realizza l’autostrada”.

Moscherini ha infine confermato il suo apprezzamento per gli ottimi risultati raggiunti dall’Università, il cui polo è stato ospitato nei locali di Piazza Verdi ristrutturati dalla fondazione Carciv, con 40 nuove immatricolazioni e 20 nuovi docenti trasferiti da Viterbo a Civitavecchia. “Ho condiviso il progetto da quando sono diventato sindaco dando tutto l’appoggio possibile per questo epilogo. E’ un progetto comune che il presidente Vincenzo Cacciaglia sta portando avanti con la sua nota efficienza”. Mentre riguardo al suo futuro politico ha detto: “sono uno che vive con passione le cose che fa. Non sono un capitano coraggioso, non ho niente a che vedere con i capitani coraggiosi che di coraggio fino ad oggi non ne hanno mostrato granchè. Il potere in quanto tale non mi è mai interessato: potrei fare l’uomo di esperienza che insegna ai giovani, meno coraggiosi e più concreti, come si fa politica e quali sono i mezzi per risolvere i problemi della collettività”.

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