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A Civitavecchia si passa dal porto dei miracoli al ” fronte del porto “

Aprile 14
18:15 2015

Questa vicenda ha un inizio: la caduta della giunta Tidei, sfiduciata oltre che dalla minoranza anche da componenti della sua stessa maggioranza. Da quel momento è apparso nelle cronache locali  il ” fronte del porto ” ossia dietro la caduta dell’ex giunta Tidei ci sarebbe stato questo ” fronte “. Diciamolo con franchezza ancora non si è capito cosa sia questo ” fronte del porto “, addirittura sul canale di Youtube c’è una parodia sul tema fatta da dei giovani civitavecchiesi. Quando si lanciano accuse si dovrebbero indicare situazioni precise, ma fino ad ora si è passati solo ad attaccare l’ unica risorsa di questa città il porto di Civitavecchia, con continue critiche ” distruttive ” e non costruttive. Viviamo in una democrazia e prima di trarre delle accuse c’è un principio sacrosanto quello dell’oltre ogni ragionevole dubbio, ossia prima di condannare delle persone devi essere non sicuro ma sicurissimo di quello che dirai, devi avere un impianto probatorio non indifferente, ed in tale situazione non c’è niente di tutto questo.

Tale modo di agire la dice lunga sui ” metodi ” della politica di andare a volte oltre il consentito, non rispettando il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio, ” surriscaldando ” cosi gli animi in questo momento economico difficile. A quel punto è intervenuta una interrogazione parlamentare del PD che ripropone la oramai vecchia questione del concorso pubblico per entrare nelle Autorità Portuali.  Assoporti ha richiamato la lagge 84/94 la quale stabilisce chiaramente che nelle Autorità Portuali i dipendenti hanno contratti di natura privatistica, ed i successivi decreti tra cui quello del 2001 n. 165 ( sui concorsi pubblici nelle p.a. ) non si applicano. La sentenza del Consiglio di Stato 5248 del 2012, non citata nella interrogazione, stabilisce solamente la natura di Enti Pubblici non Economici delle Autorità, non parlando dell’obbligo dei concorsi pubblici, ma stabilendo la competenza del giudice amministrativo per le controversie che potrebbero sorgere tra candidati  dopo l’indizione di un concorso pubblico per esami o titoli, oltre alle chiamate dirette, qualora si ritenessero opportune. Le sentenze citate nella interrogazione del PD  Tar e Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana non fanno giurisprudenza poichè questi ultimi sono organi di primo grado. A volerla dire tutta in Italia non c’è un sistema, come nei paesi anglosassoni, di common law dove le decisioni dei giudici sono vincolanti, ed in cui  le decisioni prese dai giudici  si riferiscono solo al caso specifico, nel  nostro paese c’ è un sistema di civil law  dove  quello che le leggi dicono deve essere rispettato, ed  i magistrati non ” creano ” il diritto possono solamente interpretrarlo ed applicarlo.

Ricordiamo che la legge viene democraticamente dal Parlamento, come la legge 84/94, che dice espressamente che i contratti sono di natura privatistica, e che le Autorità Portuali sono Enti a statuto speciale vista la particolarità di un porto, dove 24 ore su 24 devono essere svolte molte attività  vista l’imponente mole di traffici. Un altra ” favola ” da sfatare è che le Autorità Portuali  sono finanziate dallo Stato, niente di più falso, tutte le Autorità Portuali vivono dei proventi di tasse e concessioni portuali.

Le Autorità Portuali  danno allo Stato 13 miliardi di euro all’anno, ricevendo in cambio solo l’uno per cento sull’IVA. I dipendenti di tutte le Autorità Portuali presenti nel territorio italiano in confronto con altri enti sono davvero pochi. Il Ministro Lupi sul tema ha addirittura proposto la trasformazione in società per azioni delle Autorità Portuali, come c’è nelle città del  nel Nord Europa  come ad Anversa e  Amburgo. Porti che hanno traffici container di milioni di teu dovuti alla loro organizzazione totalmente svincolata dai fondi statali, come le Autorità Portuali italiane. Parlare di ” fronte del porto ” è poco rispettoso per il porto, che negli ultimi anni ha consentito a molti giovani di Civitavecchia di poter lavorare a partire dai pescatori per finire all’ultimo dirigente.

La ex giunta è stata sfiduciata da consiglieri della sua stessa maggioranza non dimentichiamolo, poi ognuno può liberamente pensare quello che vuole, ma fare critiche non costruttive, aumentando l’ invidia ” sociale ” non è giusto.  Il porto di Civitavecchia è stato definito dal Corriere della Sera il porto dei miracoli, ripetiamo dal Corriere della Sera, solo a Civitavecchia dal miracolo si passa al ” fronte del porto “, ebbene ricordiamoci le parole del vescovo Chenis che venuto per la prima volta a Civitavecchia si è subito accorto che in questa città non c’è un senso comune ma solo divisioni che non portano a nulla. Bisogna ritrovare quel senso comune e non sterili divisioni che non analizzano la realtà dei fatti.

Luca Scotto

 

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