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Costi della politica, il Sindaco di Civitavecchia Cozzolino elenca i risparmi dei 5 stelle

Costi della politica, il Sindaco di Civitavecchia Cozzolino elenca i risparmi dei 5 stelle
agosto 09
16:37 2017

“Negli scorsi mesi i consiglieri Mecozzi e Guerrini avevano presentato una mozione per la riduzione dei costi della politica. Visto che l’argomento è sempre al centro dell’agenda politica del Movimento 5 Stelle, avevo preparato una dettagliata risposta. Poi la mozione non si è più discussa ed oggi non è neanche presente nell’allegato A. Ci tenevo però ad aggiornare la città sul nostro operato su questo settore, e quindi pubblico la mia risposta, scritta ormai mesi fa.”

Antonio Cozzolino  Sindaco di Civitavecchia

 

PREMESSA

Ho letto con interesse il testo di questa mozione, presentata il 28 ottobre 2016, dopo circa 2 anni e qualche mese di lavoro della nostra amministrazione.

I principi ispiratori che si leggono nella premessa non si possono non condividere: la crisi economica attanaglia sempre più intensamente la nostra Italia e questa crisi economica non può che diventare una crisi sociale, mettendo in difficoltà le fasce più deboli e la classe media del nostro paese, incrementando fenomeni come microcriminalità.

Giusto.

Quale proposta hanno sollevato i consiglieri Mecozzi e Guerrini?

Nella prima parte, chiedere finanziamenti ad Enel Cuore. Va precisato che il bilancio dei servizi sociali si regge sui fondi comunali. Ad Enel Cuore, cosi come a tutte le altre fondazioni presenti sul territorio, si possono rivolgere con progetti precisi tutte le associazioni operanti nel sociale, cosa che già fanno e alla quale non poniamo veti, anche perchè non potremmo farlo.

Poi si parla di un taglio ai costi della politica in favore della solidarietà. Giusto. Giustissimo. Peccato però che questa mozione arrivi con 2 anni di ritardo rispetto a quanto già messo in pratica a fatti, e non a chiacchiere, dal Movimento 5 Stelle.

Ringrazio i consiglieri per l’occasione datami per illustrare alla città quanto da noi fatto in merito ai tagli dei costi della politica.

Come Sindaco ad oggi mi avvalgo di 5 incarichi fiduciari, tutti già noti: 2 dirigenti, nominati dopo evidenza pubblica con l’istituto dell’art. 110 e 3 art. 90, ossia un addetto stampa che nei fatti mi fa anche da collaboratore, una persona di mia fiducia per la segreteria (laureata in Giurisprudenza) ed un’altra persona di mia fiducia come delegato al decoro urbano, assunto part time. Una auto blu al servizio del Comune per gli impegni rigorosamente istituzionali di Sindaco o assessori.

Visto che la mozione parla di taglio ai costi della politica, andiamo a vedere nel dettaglio quanto abbiamo tagliato rispetto al passato. Il Movimento 5 Stelle infatti appena entra nelle istituzioni, così come fatto anche dai miei colleghi in altre città più e meno grandi di Civitavecchia, la prima cosa che fa è tagliare immediatamente i costi dell’apparato politico-burocratico.

 

AUTO BLU

Nelle precedenti amministrazioni c’erano diverse auto blu a servizio del sindaco e degli assessori, con ovviamente autisti al seguito. Il commissario Santoriello già per primo tagliò questo privilegio della politica portando le auto blu del Comune a 3, in leasing. Uno dei miei primi atti da Sindaco, che ho forse ho sbagliato a poco pubblicizzare per questo mio brutto difetto di tenere sempre un profilo basso, è stato quella di abbassarne il numero da 3 a 1.

Calcolate che nel 2010 si spendevano per le auto blu circa 40mila euro l’anno. Oggi siamo a circa 6 mila euro.

 

ARTICOLI 90

Non nego che avere cosi pochi incarichi fiduciari è un problema. Diverse volte ho pensato ad incrementare il numero degli articoli 90 per avere un maggiore aiuto nello sbrigare le mie pratiche da Sindaco, ma ho sempre preferito stringere i denti e lavorare un’ora in più io e i miei collaboratori che assumere altre persone, pagate con i soldi dei contribuenti. Non è detto che un domani io non lo faccia ed il Movimento 5 Stelle nazionale in questo senso non dà direttive precise, lascia, come è giusto che sia, mani libere ai sindaci in base al buon senso e al principio della parsimonia.

Come già detto, oggi abbiamo 2 art. 90 e mezzo che costano al Comune all’anno 49,420,96 mila euro in totale.

Quando Mecozzi era in maggioranza con Moscherini sindaco, purtroppo, le spese per noi contribuenti erano ben diverse. Per l’anno 2010 infatti, si sono spesi 609.036,23 euro, per l’anno 2011 673.736,01. Più di 10 volte di quanto si spende oggi.

Quando invece Mecozzi era in maggioranza, stavolta insieme a Guerrini, con Tidei sindaco, le spese per noi contribuenti erano ben minori rispetto all’era Moscherini, per un totale di 166.321,85 euro pagati nel 2013 (va ricordato che Tidei fu sfiduciato a fine novembre e quindi manca una mensilità). Appena appena il triplo in più di quanto spendiamo noi.

I contribuenti di Civitavecchia saranno ben felici di sapere che, grazie alle elezioni del M5S, da quando siamo entrati ad oggi abbiamo già risparmiato più di mezzo milione di euro l’anno rispetto a Moscherini, 100 mila euro l’anno rispetto a Tidei.

 

ARTICOLI 110

Sono una figura prevista dalla legge, nella misura di un terzo rispetto alla pianta organica. Ricordo che le piante organiche, per effetto della legge Brunetta, da alcuni anni sono state ridimensionati in tutti i Comuni. Questo per onestà intellettuale e chiarezza nei confronti dei cittadini va specificato.

Nell’era Moscherini, le figure dirigenziali erano 14 (calcolando sia quelle esterne che quelle interne), c’era un direttore generale senza laurea alla modica cifra di 121.294,76 euro, pratica condannata dalla Corte dei Conti, ed una spesa fuori controllo per un totale di circa un milione e 350 mila euro, prendendo come riferimento il 2010.

Con Tidei le figure erano 3: il sig. “un caffè al giorno per ogni civitavecchiese”, Fabio Angeloni, 50mila euro l’anno di incarico per fare da portavoce, più il capo di gabinetto De Felici ed il dirigenti ai lavori pubblici Ermanno Mencarelli. Queste nomine finirono sui giornali locali perchè, cosa segnalata da un esposto, queste assunzioni inizialmente erano state fatte senza l’obbligatoria evidenza pubblica.

Tidei fu costretto a rimuovere dall’incarico i signori sopra citati e fare una gara pubblica per i due ruoli da dirigente. Indovinate un po’ chi li vinse? Guarda caso gli stessi De Felici e Mencarelli! Coincidenze curiose.

Sui pochi mesi in cui i 110 di Tidei hanno operato senza aver partecipato all’evidenza pubblica, c’è una indagine in corso della Corte dei Conti.

Noi, ovviamente, abbiamo espletato le pratiche secondo legge e per queste assunzioni c’è stato una regolare evidenza pubblica, con colloqui in aula cutuli a porte aperte affinchè chiunque volesse potesse ascoltare.

Nel 2010, era Moscherini, per gli art. 110 si sono spesi 316.983,13 euro.

Nel 2013, era Tidei, per gli art. 110 si sono spesi 262.434,94 euro.

Nel 2015, sotto la mia amministrazione, si sono spesi 165.148,467 euro. La metà di Moscherini, il 30% in meno circa rispetto a Tidei.

E non ho citato le consulenze, cifra che nel nostro caso rasenta lo zero, quando in passato era un’altra fonte di incredibili sprechi, basta solo ricordare il caso dell’avv. Di Martino che, appena insediati, ha chiesto 1,6 milioni di euro all’ente per gli incarichi da lui eseguiti negli anni 2008-2013, in molti casi a fronte di nessun documento a supporto. La situazione è stata da noi denunciata alla Procura della Corte dei Conti nell’estate 2015.

 

SPESE DI RAPPRESENTANZA

Nel primo periodo della nostra amministrazione siamo stati “assaliti” da richieste di pagamento di pranzi e cene, relative agli anni passati, di cui avevano beneficiato vecchi amministratori. In assenza di contratti o impegni di spesa, non abbiamo potuto pagare.

Il modo di fare era chiaro: si va al ristorante e poi “il conto mandalo al Comune”, tanto paga Pantalone.

Noi no. Noi oltre a pagarci l’auto privata (di modesta cilindrata) per gli spostamenti in città come tutti i normali cittadini, ci paghiamo i pranzi e le cene di tasca nostra, spesso un semplice frugale panino, cosi come le persone comuni.

Abbiamo anche evitato banchetti faraonici e spese di rappresentanza per eventi istituzionali. In periodo di forte crisi economica, come afferma la mozione, gli orpelli e gli abbellimenti sono la prima cosa da tagliare. E noi lo abbiamo fatto da subito.

Facciamo un rapido paragone fra eventi istituzionali: nel 2015 si sono spesi 16.819,81 euro, nel 2013 44.066,13 euro, nel 2011 19.489,89 euro.

Va ricordato che prima del 2010, non era obbligatorio trasmettere alla Corte dei Conti le spese di rappresentanza, pratica che ha bloccato di molto alcune tristi usanze italiane di spese facili.

Basti pensare, che proprio nell’ultimo anno prima dell’entrata in vigore di questa legge, il Comune di Civitavecchia aveva speso la incredibile cifra di 436.000 euro circa fra manifestazioni sportive, culturali, convegni, Carnevale, eventi vari, gemellaggi.

 

TELEFONI

Consiglieri ed assessori per via del nuovo regolamento approvato dal commissario Santoriello non hanno più un telefono di servizio ed anzi il numero di utenze si è drasticamente ridotto, insieme alla spesa. Ad oggi tutti gli assessori, ed ovviamente anche gli articoli 90, non hanno un cellulare di servizio ma usano quello personale.

 

COMMISSIONI CONSILIARI

Un lavoro importante si è fatto anche sulle commissioni consiliari, utili per un dibattito fra consiglieri ma in passato anche esse fonte di grandi sprechi.

In pochi sanno che uno dei costi della politica è costituito non già dai gettoni di presenza o dalle indennità, ma soprattutto dai rimborsi che il Comune deve ai datori di lavoro degli amministratori, che vengono “risarciti” per il tempo per il quale quel dato dipendente che riveste una carica istituzionale viene loro sottratto. Per questo motivo in passato si sono generati meccanismi perversi in base ai quali con accordo bipartisan di tutti i membri delle commissioni, le sedute si facevano durare giornate intere proprio in orario di servizio, sebbene spesso le discussioni durassero a malapena mezz’ora. Ci sono addirittura commissioni che in tempi non troppo lontani, non sotto la nostra amministrazione, si riunivano una volta a settimana puntualmente e che nonostante questo assai raramente hanno esaminato atti di Consiglio comunale. Il tutto naturalmente solo per coprire le assenze dal lavoro dei consiglieri e con vergognosa noncuranza per i costi economici che questa pratica aveva per la collettività.

Alcune cifre, per aiutare la comprensione (gettone + rimborso spese ai datori di lavoro):

2010: 46.044,10 + 26.587,25 = 72.631,35 euro

2013: 38.201,96 + 4.545,28 = 42.747,24 euro

2015: 23.786,74 + 18.041,34 = 41.828,08 euro

 

Ad oggi quindi l’attività consiliare costa quasi la metà rispetto a Moscherini, poco meno rispetto a Tidei.

 

CONCLUSIONI

Io, la mia Giunta ed i consiglieri del Movimento 5 Stelle ci siamo messi in gioco per la città. Non abbiamo assunto i nostri figli nelle partecipate, non abbiamo piazzato tutta la segreteria politica ante elezioni come articoli 90, non abbiamo nominato a vertici delle partecipate personaggi esclusivamente politici come fatto in passato, non abbiamo fatto ricche le aziende e le partite IVA di coloro che sono del Movimento 5 Stelle, i nostri amici non hanno fatto ingiustificati scatti di carriera e non usciremo da questa avventura con dei misteriosi imperi economici ed imprese nate dal nulla che prendono appalti milionari dalle grandi realtà imprenditoriali del territorio.

Prima di fare il Sindaco facevo l’ingegnere informatico. Guadagnavo circa 33 mila euro netti l’anno, come si può evincere dal sito internet del Comune. Oggi guadagno, per avere responsabilità enormi, circa 30 mila euro netti l’anno. Ossia circa 3 mila euro in meno l’anno.

Per non parlare degli altri assessori o dei consiglieri che sottraggono preziose ore al lavoro e alla famiglia per essere portavoce dei cittadini dentro le istituzioni. Un compito che svolgiamo con il massimo impegno e con forte senso di responsabilità, trattando i soldi pubblici da buon padre di famiglia, con oculatezza e sempre un occhio attento a tagliare gli sprechi, laddove ne troviamo. E di certo non ne abbiamo trovati pochi. Detto ciò, ritengo già attuato il principio della mozione Mecozzi – Guerrini dei tagli ai costi della politica.

 

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